Cronaca

In FVG taglio del 54% sulle forniture del vaccino Pfizer, Fedriga "Inaccettabile sproporzione"

A comunicarlo è lo stesso Governatore Fedriga in conferenza stampa. Una riduzione decisa direttamente dall'azienda americano-tedesca e che colpisce in particolare il Nord-est Italia. A rischio le seconde somministrazioni, decisive per l'efficacia del vaccino.

Al Friuli Venezia Giulia sarà destinato il 54% in meno delle dosi di vaccino Pfizer-BioNtech previste per la prossima settimana. Delle 15mila scorte previste ne approderanno in FVG soltanto 7000. La nostra regione è in questo caso "sul podio" tra quelle maggiormente penalizzate con Valle d'Aosta e Veneto".

A riferirlo è il Presidente dela regione Massimiiano Fedriga, nell'ambito della conferenza stampa organizzata stamani a Trieste per gli hightlights sull'ordinanza firmata ieri sera sulla scuola. Presente alla conferenza anche il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi e l'assessore all'istruzione Alessia Rosolen

Il problema delle scorte

"E' necessario riequilibrare la situazione - afferma Fedriga - Non è possibile una mancanza del genere nella nostra regione, quando ci sono territori che invece non subiranno alcuna variazione sulle scorte previste. Sono sproporzioni inaccettabili".

"Dalla Pfizer mi hanno riferito che dalla settimana del 25 gennaio si dovrebbe tornare a regimi di fornitura standard, ma non avendo certezze è probabile che ci troveremo a dover rallentare la campagna vaccinale".

"Abbiamo programmato le prenotazioni tenendo conto della seconda somministrazione - riferisce Riccardi Non possiamo permetterci ritardi nella seconda dose in partenza domani per coloro che sono stati vaccinati il 27 dicembre".

Sulla scuola

Per quanto riguarda la nuova ordinanza firmata nella serata di ieri dal Presidente Fedriga si è espresso l'assessore all'istruzione Alessia Rosolen.

"L'istruzione è un diritto costituzionale e in questa fase emergenziale è l'unico diritto che non è stato toccato e lo dimostra il fatto che i percorsi scolastici sono proseguiti in base all'ordinario calendario scolastico. La non riapertura è una scelta basata sulla responsabiltà, e non una sconfitta - prosegue Rosolen - Una decisione basata sui dati scientifici. L'ordinanza emessa il 4 gennaio esattamente come l'ultima, partono da due principi: la garanzia della salute di tutti e l'organizzazione. In entrambe le ordinanze viene lasciato ampio margine decisionale alle scuole per l'organizzazione di alcune attività in presenza".

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