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Omicidio Toffoli: ecco tutto quello che sappiamo finora

Lauretta Toffoli, classe 1948, è stata uccisa durante la notte tra venerdì e sabato scorsi: a trovare il suo corpo martoriato il figlio Manuel che, come ogni sabato, si era recato da lei per pranzare insieme

Lauretta Toffoli è stata trovata morta dal figlio Manuel: sul corpo più di venti ferite da arma da taglio. Ecco quello che si sa finora della triste vicenda. 

Sabato 7 maggio

Intorno alle due del pomeriggio, in via della Valle, quartiere San Rocco di Udine, Manuel Mason scopre il corpo esanime della madre, Lauretta Toffoli, classe 1948, originaria di Gruaro. La donna è riversa, in abbigliamento intimo, nella camera da letto dell'appartamento al secondo piano della palazzina in cui vive sola. La donna e il figlio erano stati protagonisti in un altro fatto di cronaca nel 2019, quando, al culmine di una lite, l'uomo l'aveva accoltellata. Ma nonostante i fatti accaduti tre anni prima, sembra che i rapporti tra i due fossero stati ricuciti e adesso fossero ottimi. Nel frattempo, le indagini proseguono e vengono fatti i rilievi necessari all'interno dell'abitazione nella quale la vittima viveva dal 2010. L'ex compagno, Paolo Mason, giunto sul posto dichiara, nelle ore successive alla scoperta del delitto, che il colpevole doveva per forza essere un conoscente della donna. Il fermo del vicino di casa sembra confermare questa sua prima convinzione.

Le dichiarazioni dell'ex compagno della vittima

Domenica 8 maggio

Per ricostruire i fatti, secondo quanto si apprende, potrebbero essere state acquisite anche le immagini delle telecamere di sicurezza di un vicino di casa, poste al primo piano dello stesso stabile. Contestualmente sembra si stia anchecercando l'arma del delitto, che potrebbe rivelare ulteriori dettagli su quanto accaduto nella notte di venerdì 6 maggio.

Domenica mattina, la svolta nelle indagini. Viene confermato l'arresto di un vicino di casa con precedenti penali. Si chiama Vincenzo Paglialonga, 41 anni che abita in un appartamento situato proprio sotto a quello della vittima. L'uomo era agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il dettaglio particolare: era tornato a casa da pochissime ore, trasferito dal carcere di Pordenone nel pomeriggio di venerdì, il pomeriggio antecedente al delitto della donna.

L'identikit del presunto colpevole

Secondo il medico legale il decesso è avvenuto tra l'una e le due di notte. Sul corpo sono state inferte oltre una ventina di ferite probabilmente con un'arma da taglio.

Lunedì 9 maggio

Fissata l'udienza di convalida del fermo per Paglialonga per domani, martedì 10 maggio, in  tarda mattinata. L'avvocato dell'indagato afferma che l'uomo nono era presente sul luogo del delitto. Lo dimostra, secondo il legale, il fatto che le forze dell'ordine non lo abbiano trovato nel suo appartamento la notte tra venerdì e sabato. L'avvocato, poi, sottolinea come sia fondamentale conoscere l'esatto momento in cui il Paglialonga si sia tolto il braccialetto elettronico degli arresti domiciliari. Per sapere se sia avvenuto prima o dopo il delitto e la morte di Lauretta. Bertoli infine afferma che l'uomo è confuso e non riesce a risponde al pubblico ministero Claudia Finocchiaro a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute. L'uomo soffre di cirrosi e, non avendo potuto seguire la terapia prescritta, non sarebbe lucido mentalmente.

Le dichiarazioni dell'avvocato difensore Piergiorgio Bertoli

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