Riaperto in soli 2 mesi il ponte di Comeglians crollato con l'alluvione

L'opera fu distrutta dalla furia delle acque del torrente Degano il 29 ottobre scorso. Il Friuli Venezia Giulia non è rimasto in ginocchio un solo momento. Ecco il simbolo della nostra ricostruzione. Riccardi: "Grazie dalla Regione ai volontari di Ovaro"

Prima e dopo l'alluvione (Fotografia a destra di Cristian de Franceschi)

A meno di due mesi dagli eventi disastrosi del maltempo di fine ottobre, si è riaperto il ponte simbolo della ricostruzione riattivando una via di collegamento di primaria importanza per la montagna del Friuli Venezia Giulia. "C'è da essere orgogliosi di come la Protezione civile, Fvg Strade, le amministrazioni comunali e tutte le realtà interessate hanno reagito agli eventi calamitosi", ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi. "Il Friuli Venezia Giulia non è rimasto in ginocchio un solo momento - ha proseguito - reagendo in modo composto ed efficace come sempre sa fare". 

Il valore simbolico della ricostruzione del ponte è avvalorato anche dal computo complessivo dei danni causati dal maltempo: se a livello nazionale sono stati stimati 1,77 miliardi di euro di danni, il solo Friuli Venezia Giulia ne ha subiti 600 milioni. Per il vicepresidente Riccardi e l'assessore Pizzimenti "ora bisogna continuare con l'opera di ricostruzione e, soprattutto, consolidare quella cultura della prevenzione fatta di opere, professionisti preparati e strumentazione aggiornata, che hanno fatto la differenza in questi momenti difficili. È grazie a tutto questo che, nonostante l'intensità degli eventi, siamo riusciti a preservare vite umane e a ripristinare la normalità in così breve tempo".

 L'esempio del post-sisma del 1976

Il vicegovernatore ha ringraziato i volontari delle squadre comunali della Protezione civile regionale che si sono adoperati con grande dedizione ed efficacia per affrontare e risolvere le gravi emergenze causate dal maltempo in Carnia. L'occasione è stata fornita dall'evento organizzato dal Comune di Ovaro (Udine), su iniziativa del sindaco Mara Beorchia, per rendere merito a tutti coloro che si sono adoperati per ridurre il disagio e i danni patiti dalla popolazione locale e dalle strutture, a seguito dei gravi fenomeni alluvionali dello scorso mese di ottobre. 

"A distanza di soli due mesi - ha precisato il vicegovernatore - il territorio presenta già molte meno ferite rispetto ai danni dal maltempo e l'efficacia degli interventi ha suscitato l'ammirazione anche dei colleghi del dipartimento nazionale della Protezione civile", assieme ai quali Riccardi sarà in udienza dal Papa. "L'esperienza della protezione civile Fvg, che nasce dalla ricostruzione del Friuli terremotato - ha sottolineato Riccardi - rischia di rimanere un elemento della storia se non saremo capaci di trasmetterne alle giovani generazioni i valori e le emozioni che stanno alla base del poter e saper ricostruire dalle macerie". Questa, per il vicegovernatore, è la vera sfida che ci attende, "per fare in modo che l'esperienza della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia continui a essere un emblema e un insegnamento, oltre ad essere da supporto a quanti si stanno sempre formando per poter continuare a intervenire nelle emergenze che - ha concluso Riccardi - non ci possono cogliere impreparati".

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