Poetessa che descrisse il suo destino, ecco chi era la donna morta nell'incidente in bici

La direttrice della KappaVu editore, Alessandra Kersevan, ha voluto ricordare l'amica Simonetta Di Bert, scomparsa ieri, 8 maggio, a seguito di un incidente in bicicletta

La copertina della raccolta di poesie, con una foto della Di Bert

Ieri è deceduta, a seguito dell'incidente di mercoledì sera alle porte di Udine, Mariangela Simonetta Di Bert. La donna si trovava in sella alla sua bicicletta quando un'auto l'ha travolta, facendola cadere a terra. A ricordarla, Alessandra Kersevan, direttrice della KappaVu editore, perché Simonetta, oltre a essere insegnate, era anche una poetessa.

Il ricordo

Come scrive in un lungo post su Facebook, le due donne si conoscevano da tanti anni, anche se nel tempo si erano perse di vista se non per incontrarsi, occasionalmente, in qualche iniziativa culturale. Finché, come racconta la stessa Kersevan, Simonetta si è presentata con una raccolta di poesie, che poi si è trasformata in un libro dal titolo "Singolarità". Singolare, in questo caso, anche la data del maggio 2016, quattro anni prima della sua morte.

Poesie

La Kersevan, ha voluto condividere sulla sua pagina anche una delle tante poesie scritte da Simonetta, che, incredibilmente, parla del suo destino:

Ciclabile

È un gentile omaggio
chinare la testa
sotto fronde estive,
affrontare muri di pioggia
non pesa
nel fruscio delle ruote,
ma fermarsi, attoniti
nel fetore dei kiwi
perché la strada lì
finisce?

Simonetta Di Bert, inoltre, era anche una fotografa, e per la copertina del suo libro ha voluto inserire una foto da lei scattata, in verticale.

Questa, invece, la descrizione autobiografica che lei stessa aveva scelto per il suo libro di poesie:

"Simona ha iniziato a leggere a sei anni, quasi consapevole che sarebbe diventata una necessità.

A quattordici anni intraprende il suo cammino di scrittura: poesie, racconti, diari analitici e sogni.

Mentre studia filosofia, si immerge nel vasto oceano dello yoga e delle filosofie orientali, dove non ha ancora trovato una precisa direzione. Impara con cautela, per trentacinque anni, ad amare l’insegnamento come ora ama la libertà di camminare nelle diverse luci del giorno"

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