Riconoscimenti

Ricerca e medicina applicata: premio nazionale per tre ricercatrici di Uniud

Prestigioso riconoscimento come paladine della salute per Cristiana Catena, Barbara Frossi e Giulia Antoniali che fanno parte del dipartimento di Area medica dell’ateneo

Con una solenne cerimonia in Campidoglio a Roma, tre ricercatrici del Dame dell’università di Udine, Cristiana Catena, Barbara Frossi e Giulia Antoniali, sono state insignite di un prestigioso riconoscimento, nell’ambito del premio Recti Eques – Paladini Italiani della Salute, conferito dall’associazione Liber a cento scienziati in tutta Italia. Gli argomenti delle loro ricerche spaziano dalle conseguenze da malattia da Covid 19, alla celiachia e il ruolo dei mastociti, fino ad uno studio innovativo sui tumori.

Cristina Catena

La professoressa Cristiana Catena è stata premiata per lavoro svolto nel 2020 sul Covid-19, con particolare riferimento alle possibili Alterazioni cardiache a breve termine nei pazienti dopo l’infezione. “Sono onorata per il premio ricevuto e per aver potuto rappresentare, nell’occasione, l’intero team di specialisti in ambito internistico – spiega la professoressa ordinario di Medicina interna presso il Dame e direttore della stessa scuola di specializzazione mentre conferma i risultati ottenuti attraverso la ricerca condotta presso l’ospedale universitario di Udine su un campione di 105 pazienti a 41 giorni dalla diagnosi di Covid-19. “Lo studio ha evidenziato che non vi sono anomalie strutturali o funzionali cardiache nei pazienti sopravvissuti al virus a più di un mese dalla diagnosi, nemmeno nei casi di malattia severa”. 

Barbara Frossi

Promettenti i risultati ottenuti nell’ambito della ricerca sul ruolo dei mastociti nell’avvio e nella progressione della malattia celiaca, lavoro di Barbara Frossi, ricercatrice in Patologia generale e membro del gruppo di ricerca di Immunologia del Dame. “Aver capito che queste cellule, che svolgono un ruolo chiave nelle reazioni allergiche, sono effettivamente tra i principali attori del danno intestinale responsabile della patologia potrà portare a pianificazione di nuovi approcci terapeutici”, evidenza la ricercatrice che aggiunge: “È stato un grande onore avere rappresentato il nostro dipartimento al prestigioso evento. È un risultato che voglio condividere con tutti quelli che hanno partecipato alla pubblicazione su Journal of Allergy and Clinical Immunology perché è giusto ricordare che la ricerca scientifica è sempre il frutto di un lavoro di squadra, di passione e condivisione. Eventi come questo permettono di mostrare effettivamente quanto la comunità scientifica italiana sia attiva e capace di ottenere risultati davvero ragguardevoli”.

Giulia Antoniali 

La ricercatrice in biologia molecolare Giulia Antoniali è salita sul podio con uno studio innovativo sui tumori e, in particolare, sul nuovo ruolo di un enzima di riparazione del Dna, noto come proteina Ape1, nello sviluppo e progressione del cancro della cervice uterina, attraverso l’uso di moderne tecnologie genomiche e proteomiche, fiore all’occhiello del Dame. “Sono onorata per questo prestigioso riconoscimento – sottolinea la ricercatrice - il lavoro ha messo per la prima volta in luce la diretta correlazione tra aumentati livelli di Ape1 e maggiore resistenza del cancro ai farmaci. Questo potrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuovi composti capaci di interferire con le funzioni di questa proteina nelle cellule tumorali”. E ha concluso: “Desidero ringraziare la Fondazione Airc, che ha finanziato lo studio, e condividere il riconoscimento con tutto il gruppo di ricerca che ha reso possibile il raggiungimento di questo straordinario risultato”.

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