Riapre il punto nascita di Portogruaro, nasceranno lì i latisanesi?

L'annuncio è stato dato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia. "Nessuno dimentichi - ha detto il Governatore - che, secondo il Governo, questo dovrebbe essere un punto nascita da chiudere perché al di sotto dei 500 parti l'anno. Noi abbiamo invece deciso di resistere e di lasciarlo aperto"

Il punto nascita di Portogruaro sarà di nuovo attivo dal primo giugno. Lo ha annunciato stamattina il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, durante la cerimonia di consegna dei nuovi ambulatori e spazi ampliati del reparto di Oncologia dell'ospedale portogruarese. La cosa avrà dei riflessi inevitabili sul vicino territorio che - per quello che riguarda le nascite - faceva riferimento a Latisana

Nel punto - secondo quanto riporta Rosario Padovano su La Nuova Venezia - prenderanno servizio altri due medici: uno attualmente in aspettativa, l'altro in attesa del definitivo trasferimento dall'ospedale dell'Angelo di Mestre. All'annuncio è seguito uno scrosciante applauso.

"In estate torno qui a inaugurare ostetricia. Sarebbe il caso di piantarla di dire in giro che vogliamo chiudere Portogruaro. Ci vuole fegato a dirlo di fronte all’arrivo di sei nuovi primari, e di una programmazione di potenziamento di un Ospedale che consideriamo di frontiera per fare attrazione extraregionale e limitare le fughe di pazienti fuori regione”, ha affermato il Presidente. Presenti, tra gli altri, il Vicepresidente Gianluca Forcolin, il Dg dell’Ulss Veneto Orientale Carlo Bramezza, Consiglieri regionali e Sindaci del territorio.

“Nessuno dimentichi – ha aggiunto il Governatore – che, secondo il Governo, questo dovrebbe essere un punto nascita da chiudere perché al di sotto dei 500 parti l’anno. Noi abbiamo invece deciso di resistere e di lasciarlo aperto. Non solo, ma anche di potenziarlo. I problemi che ci sono stati – ha ricordato Zaia – sono stati legati alla disponibilità di medici. Ora qui sono stati risolti, ma si tratta di una preoccupazione forte in generale, perché è stata clamorosamente sbagliata la programmazione formativa nazionale e il numero chiuso per l’accesso a medicina ha fatto danni incalcolabili”.
 

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