La comunità Piergiorgio di Udine riapre con nuovi progetti per il futuro

Progetti di autonomia per le persone con disabilità, ma anche un orto accessibile: la comunità guarda avanti e riapre agli esterni

Immagine d'archivio

"Si riparte finalmente – esordisce il presidente della Comunità Piergiorgio Sandro Dal Molin -. Seguendo, ovviamente, tutte le disposizioni nazionali e regionali ma felici di poter nuovamente garantire i servizi alla cittadinanza e agli ospiti della nostra struttura".

Riapertura

Ha riaperto, infatti, l’Ufficio H, che si occupa di consulenze gratuite su ausili come carrozzine o cuscini antidecubito, puntatori oculari o comunicatori per persone affette da malattie degenerative, e sull’accessibilità. È stato attivato il servizio informativo e di consulenza a distanza, sperimentando la videoconferenza per utenti, operatori e famigliari ma sono riprese anche le consulenze gratuite a domicilio, seguendo tutti i protocolli per le visite. La riapertura ha poi previsto la presenza di un operatore a turno in ufficio che risponda al telefono per le richieste e gli appuntamenti. Riavviato, inoltre, anche il servizio di prestito ausili, a cui si potrà accedere solo previo contatto telefonico. Ha ripreso anche il servizio della formazione professionale: grazie infatti a una donazione da parte del Rotary Club Udine Nord del presidente Angelo Costa, è stato acquistato il software da destinare agli allievi con disabilità che frequentano i corsi della Piergiorgio in modo da poter terminare l’annualità seguendo  le lezioni da casa. Anche in questo caso è stata prevista la presenza, a turno, di un operatore in ufficio per dare risposta alle esigenze degli allievi.

L'emergenza

Per quel che concerne l’accoglienza delle persone con disabilità, che vivono presso la Comunità Piergiorgio assistite quotidianamente da tutto il personale sanitario in forza all’organizzazione, la situazione è sempre rimasta sotto controllo sia nella sede di Udine che in quella di Caneva di Tolmezzo, avendo vietato fin da inizio marzo l’ingresso a famigliari, volontari e fornitori, pur avendo garantito costanti contatti telefonici. "A questo proposito – riprende il presidente Dal Molin – vorrei ringraziare il nostro direttore sanitario, gli infermieri e tutto il personale che lavora nelle residenze di Udine e Caneva di Tolmezzo per il grande lavoro che stanno facendo in una situazione di oggettiva difficoltà. Come gesto per dimostrare la vicinanza a tutti i nostri dipendenti abbiamo deciso, come consiglio d’amministrazione, di anticipare tutte le mensilità del FIS, il fondo d’integrazione salariale". L’utilizzo di tutti i sistemi di protezione individuale e la misurazione quotidiana della febbre agli operatori, ha reso possibile che la vita delle persone ospitate scorresse tranquilla nonostante il periodo emergenziale.

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Solidarietà

"E ora, come molte altre strutture – conclude il presidente – abbiamo fatto una stima di tutti i costi che ci aspettano per acquistare i dispositivi necessari come mascherine, guanti monouso, camici, termometri, visiere, pareti in plexiglass per dividere le postazioni degli operatori e spese di sanificazione dei locali: ci vorranno circa 50mila euro nei prossimi 5 o 6 mesi. Chi vorrà aiutarci a sostenere questo onere può farlo con una donazione sul conto corrente postale o con bonifico nelle modalità che trova sul nostro sito. Purtroppo questi costi non previsti rischiano di diventare un fardello insostenibile. Però vogliamo comunque guardare al futuro: stiamo approntando, di concerto con il Comune di Udine e con l’azienda sanitaria, i lavori nel nostro gruppo appartamento dove le persone con disabilità possono vivere un progetto di autonomia, pur usufruendo dei servizi della Comunità a pochi passi. Inoltre stiamo pensando di creare un orto accessibile per permettere loro anche di lavorare la terra e fare attività all’esterno. Insomma, nonostante l’emergenza guardiamo al futuro con ottimismo e progetti nuovi".

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