«In periodi dove è facile lamentarsi voglio esprimere la mia gratitudine», la lettera

Luca Lombardo, titolare del Caffè Portello, ha voluto scrivere una lettera per ringraziare tutti quelli che gli sono stati vicino permettendogli di riaprire

Luca Lombardo

Ieri anche Udine è ripartita e anche se non tutte le attività commerciali hanno deciso di riaprire, prendendosi ancora qualche giorno per prepararsi secondo le ormai famigerate linee guida, la maggior parte dei negozi e dei bar hanno finalmente riaperto le loro porte. Tra questi anche Il Caffè Portello, in piazza San Giacomo, il cui titolare Luca Lombardo ha deciso di scrivere una sentita lettera di ringraziamento.

In questi primi mesi del 2020 siamo stati travolti da una crisi sanitaria e di conseguenza economica e sociale senza eguali a cui nessuno era preparato. Nel giro di pochi giorni ci siamo trovati chiusi in casa, limitati delle nostre libertà. La nostra quotidianità spezzata da un nemico subdolo e invisibile da combattere anche a colpi di slogan con il #iorestoacasa e #andràtuttobene.
Udine nel frattempo diventa una città vuota, avvolta da un silenzio spettrale dove le incertezze diventano voragini. Sono il titolare di un locale in Centro a Udine e, nonostante l’ottimismo che mi contraddistingue, ho passato momenti delicati in questo snervante, soleggiato e lunghissimo lockdown. Scrivo queste righe per ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto in un periodo così difficile: mamma Ilva e dipendenti, gli amici, i clienti, i fornitori e la Confcommercio. Un particolare ringraziamento a questa associazione che ha lavorato alacremente durante l’emergenza e mi ha puntualmente informato su protocolli e normative dandomi puntuali suggerimenti.
Lo faccio pubblicamente perché è giusto, in periodi dove è facile criticare e lamentarsi, esprimere gratitudine con chi per affetto, stima o professionalità ti ha dato una mano. Veder oggi la città tornare a vivere, riabbracciare la gente e riempire di suoni quelli che prima erano silenzi, è stato unico. Resta il fatto che non bisogna abbassare la guardia. Non possiamo consentire che il virus, dopo aver ucciso tante persone, uccida l’economia, la cultura e le città!

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