Cronaca

I soldi non bastano, raccolta fondi per curare Gianpiero di nuovo aperta

Il dottor Kato Tamoaki che doveva visitare e curare Gianpiero Saglimbene alla Columbia Universal Medical Center ha scritto a lui e alla moglie dicendo che servono più soldi

«Avremmo voluto farvi una sorpresa, mandando una foto come aggiornamento di noi che saliamo sull’aereo in partenza per l’America. Ma stasera la sorpresa l’abbiamo ricevuta noi. Il dott.Tomoaki, insieme al New York Presbyterian, ci hanno chiesto 817.000 dollari!», comincia così lo sfogo di Barbara Rado, la moglie di Gianpiero Saglimbene, l'uomo colpito da una rarissima forma di sarcoma che sta lottando per guarire. A quanto pare i 600mila euro richiesti all'inizio non sono più sufficienti (adesso pare ne servano più o meno 719mila) e così la raccolta fondi a suo favore è riaperta.

«Con quello che abbiamo raggiunto (non senza difficoltà, cavilli e richieste di giustificazioni da parte di Facebook), più altro che siamo riusciti ad avere sul conto, insieme ad altri risparmi, riusciamo a coprire la cifra, ma se dovessero chiederci altro come dicono, e lo vorrebbero nel giro di due settimane, non riusciremmo a coprire le spese. Quindi vi chiedo ancora un piccolo sforzo, la cortesia di utilizzare lo stesso Iban della donazione usato fino ad ora. Non smetteremo mai di ringraziare tutti voi per la sensibilità, la solidarietà, l’affetto dimostrati, per salvare un uomo, un padre, marito, fratello, collega. Solidarietà che mi impegno a ricambiare fattivamente a sostegno di chi si trova a vivere problematiche simili. Grazie!»

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