L'Anpi per la prima volta a Porzus, a 72 anni dall'eccidio

Storica pacificazione tra i "fazzoletti verdi" e i "rossi" al 72.mo anniversario dell'eccidio in cui furono trucidati fra le malghe e il bosco Romagno diciassette partigiani della Brigata Osoppo, formazione di orientamento cattolico e laico-socialista. Fontanini: "Importante la continuità all'associazione Osoppo, significativa la presenza dell'Anpi"

Fotografia tratta da www.avamposto.org

"La democrazia non è un dono, ma una conquista": lo ha detto il sindaco di Faedis (Udine), Claudio Zani, alla cerimonia ufficiale del 72.mo anniversario dell'eccidio di Porzus, alla quale hanno partecipato per il Governo, il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, per la regione Friuli Venezia Giulia, la presidente Debora Serracchiani, e, per la prima volta, anche una delegazione dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), guidata dal presidente regionale, Dino Spanghero. Quella di oggi è stata definita "la domenica della pacificazione" tra i "fazzoletti verdi" della Osoppo e i "fazzoletti rossi" della Garibaldi-Natisone, divisi dalle responsabilità dell'eccidio di Porzus (17 partigiani della Osoppo vennero trucidati dai gappisti comunisti di Mario Toffanin) e in questi decenni sempre divisi alle varie manifestazioni del ricordo della Resistenza.

"Rilevante la presenza alla cerimonia commemorativa di una delegazione dell’Anpi di Udine – ha riferito Pitro Fontanini, presidente della Provincia di Udine -. Una bella novità, un segnale importante e apprezzabile partito nel 2012 con la visita dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Omaggio che ha costituito l’ufficiale riconoscimento del Paese al ruolo delle formazioni osovane nella lotta di Liberazione. “Una cerimonia particolarmente significativa – ha agiunto il presidente - che suggella la continuità alle attività di valorizzazione garantita all’Associazione Partigiani Osoppo, custode morale della memoria dell’eccidio". L’associazione oggi ha presentato i pannelli storico-didascalici installati vicino alla Malga che favoriranno la conoscenza dei fatti accaduti nel febbraio ’45 ai gruppi e alle persone che si recheranno in visita a Porzùs.

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