Il mondo della musica non si ferma, Anzovino:«Sono pronto per altri concerti»

Dopo il successo del progetto online durante la quarantena "Diario Sonoro", il pianista Remo Anzovino è pronto a ripartire con nuovi progetti e idee. Un ricordo speciale va anche al Maestro Ezio Bosso e ai grandi artisti che in questo lockdown "Hanno regalato il loro lavoro a tutti"

Remo Anzovino durante un concerto (Foto di Simone di Luca

La lunga quarantena che ha bloccato le vite di tutti, non è riuscita a fermare la grande musica e gli artisti, che dalle loro case hanno regalato a propri fan (sia vecchi che nuovi) minuti e ore di spensieratezza in questo momento così delicato. "Gli artisti hanno regalato il proprio lavoro, gli unici in questo periodo", ricorda Remo Anzovino, pianista friulano che durante il lockdown ha offerto al proprio pubblico online il progetto "Diario sonoro".

L'idea

Il suo nuovo progetto audiovisivo sviluppato durante la quarantena, ha avuto inizio già l'8 marzo scorso. "Non mi sono limitato ad accendere una videocamera o a fare dei mini concerti – fa sapere l'artista pordenonese – ma ho creato delle vere e proprie narrazioni basate sulla musica, sul racconto e le immagini, perché ho avuto la netta sensazione che la mia musica potesse avere la capacità di aprire gli spazi mentre le persone dovevano vivere questa esperienza di reclusione involontaria". L'idea è nata da un suo concerto che ha tenuto dentro un carcere di Milano, quando un ragazzo gli si è avvicinato e gli ha detto "Maestro, mentre lei stava suonando, mi sono immaginato il giorno in cui uscirò da qui". Ricordandosi di questo episodio, Remo ha avuto un intuizione: "La maggioranza delle persone, degli italiani, stava provando l'esperienza della reclusione, e mi è venuto in mente quel ragazzo. Da qui, la scoperta della funzione fondamentale della musica: immaginare quello che non si può vivere".

Il viaggio

Le varie puntate del "Diario sonoro", attraverso la musica, hanno riportato nella mente delle persone il mare, le stelle, la notte, la danza, "fino a creare un teletrasporto nel momento più nero del lockdown. Ho portato il pubblico dentro il teatro, con me, sul palco". Il suo progetto è andato anche oltre le aspettative, raggiungendo oltre mezzo milione di visualizzazioni. "La gente aspettava questo momento. Per esempio, quando ho suonato i tanghi, vedevo le persone che commentavano:'Mi sono messo l'abito che usavo per andare a ballare, e ora ballo in casa'". La sua musica è arrivata in tutta Italia, ma anche all'estero e grazie ai molti commenti ricevuti, Remo ha capito che "stavo aiutando veramente le persone con la mia musica".

Nuovi progetti

Ora che la quarantena è finalmente finita, Remo continua con i suoi progetti, tra cui l'ultimo, dedicato a Frida Khalo, che è andato in onda in streaming ieri, mercoledì 27 maggio. "Secondo me il covid ha pulito le orecchie a tutte le persone. Sono più attente a cercare cose vere nella musica, di qualsiasi genere, sono attratte dagli artisti veri, non solo dall'apparenza". Dopo aver interrotto diversi appuntamenti in giro per il mondo, come il suo debutto a Mosca e a Berlino, aver prodotto la colonna sonora per il nuovo film di Pappi Corsicato e il primo concerto senza pubblico a Milano ("Città simbolo di questa emergenza"), "ho già dato la mia disponibilità a fare altri concerti, soprattutto in vista dell'estate. Penso che bisogna inaffiare le menti con dell'acqua fresca". Riportare nuovamente musica, emozioni e sensazioni. "Sono fiducioso, anche se le agenzie devono ancora capire bene come poter lavorare e come poter gestire i costi aggiuntivi dovuti alle nuove normative, ma ci sono le condizioni per poterlo fare". La speranza è quella di poter riprendere i concerti da metà luglio in poi, fino a settembre, in tutta Italia.

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Il ricordo

Un ricordo speciale, poi, va al Maestro Ezio Bosso, scomparso da pochi giorni. "Tutti gli artisti dalla grande personalità, dal grande talento, che basano le loro carriere sulla sostanza e non sull'apparenza, devono fare una fatica immane". Grande il rispetto per questo artista, "che è riuscito, un po' come Frida Khalo, a trasformare un dolore gigante in un messaggio di attaccamento alla vita, che chiunque dovrebbe imparare". Remo si era accorto dello straordinario talento del Maestro già vent'anni fa, quando scrisse la colonna sonora del film "Io non ho paura" di Salvatores. "Questo paese è incapace di comprendere e valorizzare chi sono i grandi artisti, ed Ezio Bosso era sicuramente tra questi".

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