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Giulio Regeni, dall'Egitto l'invito ad «annunciare con trasparenza le verità trovate»

La richiesta, in occasione dell'imminente incontro del 5 aprile, arriva dal direttore del maggior quotidiano del Cairo, Al Ahram

I primi dubbi egiziani sulle versioni diffuse finora sulle circostanze della morte di Giulio Regeni vengono espressi anche dalla stampa egiziana. Il direttore del maggior quotidiano del Cairo, Al Ahram, Mohamed Abdel Hadi Allam, ha scritto così: «Prima del momento della verità Allam - riferendosi alla prossima trasferta in Italia degli investigatori egiziani - esortiamo lo Stato a portare in giudizio gli autori del crimine».

Il direttore invita Il Cairo ad «annunciare con trasparenza le verità trovate o le dimissioni dei negligenti che sono responsabili direttamente di questo incidente, per salvare la reputazione dell'Egitto, il suo posto e la sua credibilità sul piano internazionale». Il gioranlista insiste sul rischio che l'intera vicenda può avere sulle relazioni bilaterali con l'Italia e lancia un invito a non sottovalutare la situazione, soprattutto considerando che il governo italiano è sotto la pressione di opinione pubblica e parlamento sul caso Regeni. A questo si aggiungono le difficoltà legate allo scandalo che ha costretto alle dimissioni il ministro allo sviluppo economico e spinto i partiti dell'opposizione a presentare mozioni di sfiducia al premier Renzi.

«La situazione è seria - commenta Hadi Allam - e non consente leggerezze, e lo Stato deve fare una pausa reale perché si possa recuperare una reputazione minacciata». «I responsabili italiani sostengono la necessità - scrive ancora il direttore di Al Ahram - che l'Egitto presenti prove e verità coerenti sulla vicenda, le versioni ingenue sulla morte di Regeni hanno nociuto all'Egitto sia all'interno che all'estero e hanno dato a qualcuno la giustificazione per giudicare quello che succede nel paese e dire che niente è cambiato, come se fossimo nella fase che precedeva la rivoluzione del 25 gennaio».

«Il fatto che certi responsabili non comprendano il valore della verità - osserva ancora il maggior quotidiano egiziano - senza tener conto delle priorità accordate ai diritti dell'Uomo nelle società europee, mette lo Stato egiziano nell'imbarazzo e in un'impasse molto pericolosa». Facendo riferimento all'incontro in Italia tra gli investigatori egiziani e quelli italiani, previsto per martedì, Hadi Allam auspica che «le riunioni si concludano in modo da preservare le relazioni italo-egiziane».

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