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Omicidio Regeni, «L'Italia non si arrende»

Da Matteo Renzi a Debora Serracchiani: il Governo non accetta verità di comodo e continuerà a indagare per fare chiarezza sulla vicenda

L'Italia non si arrende e continuerà a cercare la verità sull'omicidio di Giulio Regeni. Lo fanno sapere le alte cariche di Governo, a cominciare dal presidente del consiglio Matteo Renzi che ha dichiarato come non ci si accontenterà di alcuna verità di comodo. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che su Twitter ha annunciato "L'Italia insiste: vogliamo la verità" e la governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani "Il Governo egiziano si decida a collaborare. Verità chiara e completa sull'assassinio di Giulio Regeni, non ricostruzioni inverosimili".

L'ultima versione sulla vicenda, ovvero quella del ritrovamento dei documenti di Giulio a casa di uno dei rapinatori uccisi in una sparatoria con la Polizia, non convince il Governo nè i familiari di Regeni. A smentire la Procura egiziana anche la moglie e la sorella del capo della banda, che nell'interrogatorio - come svelato dal sito Al Masry Al Youm e riportato da Repubblica - hanno negato il coinvolgimento nell'omicidio da parte del sodalizio criminale specializzato in sequestri, considerato dagli inquirenti egiziani il responsabile dell'uccisione.

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