menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Grillo porta in scena il suo “Fake”: la storia di un comico che non voleva diventare leader

Sold out ieri sera al Giovanni da Udine per lo show più intimo che l’artista genovese abbia mai realizzato. Un'auto-analisi in piena regola che su un doppio binario ha ripercorso l’evoluzione della sua vita (da stenografo, a ragioniere, a rappresentante, a comico, a capo popolo) e quella di una società -un'Unione Europea- che non sa più guardare dalla finestra, osservare, farsi domande, arrabbiarsi e progredire

Pienone ieri sera per il Beppe Grillo Show in scena con il nuovo “Fake”. Uno spettacolo meno vulcanico e divertente rispetto alle esibizioni del mattatore "anteMoVimento", ma sicuramente più sottile e profondo. Chi si aspettava la Politica come protagonista sarà rimasto deluso. Qualche battuta, alcuni riferimenti “local”, ma nulla di più («Oggi ho visto un divano e una poltrona in via Oberdan e mi sono chiesto se la Raggi fosse passata di qua» o «I friulani dormono poco perché sono produttivi»). Un monologo inframezzato da due esibizioni a sorpresa: il primo – il più debole dal punto di vista dell'intrattenimento - ha visto l'intervento del programmatore Lorenzo Foti; il secondo ha visto la straordinaria (!) performance al pianoforte del musicista siciliano, nato sordo, Davide Santacolomba. Due interventi non scelti a caso, ma utili a Grillo per dimostrare al pubblico il suo teorema: l'evoluzione dell'uomo (la sua compresa) e della società è fatta di ostacoli e di paure da superare e governare con l'intelligenza, la prospettiva, la visione, l'investimento delle proprie energie e la trasparenza. Palese il riferimento all'UE che cita in una frase «Non bisogna fare come l'Unione Europea che sul latte impone delle regole mentre sull'indipendenza della Catalogna non si esprime. Perché - si è chiesto - ci ritroviamo quattro-cinque banchieri a decidere la vita nostra e quella dei nostri figli e nipoti?».

L'evoluzione di Beppe

Beppe Grillo inizia il suo show con le luci di sala ancora accese. «L'ho chiamato Fake perché mi erano avanzati dei volantini che non volevo buttare» spiega subito, ma si intuisce in pochi minuti che "Fake" è l'accusa che lui stesso rivolge a sé. Uno spettacolo biografico in cui il comico ricomincia a fare il comico toccando solo marginalmente la Politica e il progetto del suo Movimento («Tutti i partiti si sono scomposti in movimenti, noi siamo l'unico movimento che si sta trasformando in partito» ironizza davanti alla platea all'interno della quale erano presenti tutti i consiglieri regionali 5 Stelle). Sul palco un lettino da ospedale in cui Grillo ci si siede o si sdraia come un paziente pronto all'ennesima visita gastroenterologa o psichiatrica. Grillo lo dice durante tutto lo spettacolo: non voleva, non doveva diventare un comico, così come non voleva fare il leader «Io scherzavo!», ha spiegato agitando per il bavero un povero spettatore. Non voleva e non doveva interessarsi di scienze e tecnologia, visto che da piccolo era negato per la matematica e che era appassionato di poesia e filosofia («anche se non ci capivo un cazzo»). Per questo Grillo è diventato un fake di se stesso, perché la vita, lo spirito di sopravvivenza, il tentativo di far ridere il suo burbero padre e la curiosità («chi non lo è - ammonisce - è un uomo morto dentro») lo hanno portato a diventare prima un cabarettista, poi un comico, poi un leader politico e infine, per molti, un eroe. Prima la censura (che lo estromise dalla Tv a causa della celebre battuta su Craxi «Se in Cina sono tutti socialisti a chi rubano?»), poi il bisogno di andare oltre, lo hanno portato ad evolversi, a guardare fuori dalla finestra, a immaginare una società diversa che pensa al futuro dei suoi figli. 

Mi incazzo, ergo evolvo

Come in tutti i suoi precedenti spettacoli - l'ultimo, a Udine, risale a 7 anni fa – Grillo ha parlato di futuro, quello che esiste ma che non conosciamo, e quello che possiamo immaginare provando solo ad analizzare le logiche dei flussi migratori, ambientali, sociali e lavorativi, che verranno fra 25 anni. «L'educazione e la redistribuzione del reddito – ha spiegato - saranno l'unico sistema affinché il mondo non delinqua. Già nel 2025 i 75enni saranno più dei 15enni».  Molto spesso, ha spiegato, l'evoluzione avviene dopo una buona dose di “incazzatura” (il riferimento a se stesso è palese anche se non dichiarato) così come ha fatto Elon Musk che a suo tempo, arrabbiato per alcune cedoline errate che gli erano state recapitate, decise di andare contro il sistema bancario concependo la compagnia di servizi finanziari online PayPall. Società che poi vendette per finanziare gli altri ben più ambiziosi progetti, Tesla Motors e la SolarCity. «E lo fece investendo il capitale appena acquisito - ha sottolineato il comico - , non nascondendolo in un paradiso fiscale». 

Spirito di sopravvivenza

Il sogno, l'immaginazione, il progresso - ha dimostrato il comico durante tutte le oltre due ore di spettacolo - sono alla base dell'evoluzione umana che deve gran parte del suo mutamento al pessimismo e alla paura insite nell nostro spirito di sopravvivenza. Questi sentimenti erano già presenti nell'uomo di neanderthal. Quando si svegliava, sapeva che avrebbe dovuto procacciare cibo e difendersi dai predatori. «Siano nati pessimisti ed è per questo che nasce la socialità e la tribù», per difesa e per fare sistema. Da questo concetto la risposta alla sua domanda: «Sapete perché abbiamo i migliori ricercatori in Italia? Perché sanno che devono fare ricerca senza soldi. E quindi si ingegnano fino all'impossibile. Ma sappiamo che è la politica a gestire le risorse – ha proseguito – e l'istruzione e il welfare sono alla base del progresso e della felicità di un paese a basso tasso di criminalità». 

Tecnologia e moral machine

Prima dell'esibizione a sorpresa del pianista trentenne Davide Santacolomba, Grillo ha ceduto il palco allo scrittore e programmatore Lorenzo Foti che ha spiegato al pubblico il concetto “peer to peer online” e “Blockchain”, sistemi attualmente in uso in rete (ad esempio nell'utilizzo della misteriosa moneta elettronica “Bitcoin”) che si autoregolamentano attraverso la pubblicazione e la condivisione dei propri dati consentendo agli stessi di essere concatenati con un meccanismo che li rende difficilmente vulnerabili agli attacchi hacker. Algoritmi e soluzioni tecnologiche che, come la macchina Tesla, porteranno l'uomo a faticare e lavorare sempre di meno e a godere di alcune automazioni che ci metteranno – giocoforza - di fronte a dei problemi etici e morali, la cosiddetta “moral machine”. «Come si comporteranno i robot? Dipenderà dal soggetto. Se sarà di uno di destra se ne fregherà di tutti - ironizza Grillo -. Pensate all'auto di un leghista quando vedrà un extracomunitario sulle strisce – sghignazza il comico». E poi ancora: «Il mondo va verso la semplificazione. Si schiaccerà un bottone e si attiveranno tutta una serie di comandi. Fra 25 anni sarà il frigorifero a fare la spesa per noi e a dire cosa mangiare per farci restare in salute. E se vorrai ancora una fetta di formaggio, nonostante il colesterolo, sarai costretto ad andare dal tuo vicino». Poi arriva l'esempio della fantascientifica Dubai, città reale, che non conosce il concetto di nazione, progettata su un sogno, una visione, e realizzata utilizzando le migliori tecnologie mondiali messe a disposizione, dalle fognature alla costruzione dei suoi grattacieli. Una città meravigliosa, anche se "Fake". 


 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

UdineToday è in caricamento