Cronaca

"Sgombero del campo nomadi per sviare l'attenzione dal caso delle mense"

Attacco del leader di estrema destra Stefano Salmè alla Giunta di Pietro Fontanini: "un disperato e anche un po’ patetico tentativo di allontanare il dibattito pubblico dallo “scandalo mense” che ha sporcato l’immagine della città a livello nazionale"

Continua a far discutere la decisione del Comune di Udine di far recintare il campo nomadi di via Monte Sei Busi. “Recintare e ripulire il campo nomadi di via Monte sei Busi significa tutelare la salute pubblica e restituire decoro e ordine a un’area che versa in condizioni inaccettabili. Se l’ex sindaco Honsell intende avviare la consueta crociata ideologica è libero di farlo; anzi, ci saremmo preoccupati se non si fosse precipitato a marcare le distanze da questa iniziativa”, così Marco Valentini, capogruppo di Autonomia Responsabile in consiglio comunale, nel rispondere “alle accuse, ampiamente prevedibili e grondanti di strumentalità, del già sindaco Honsell, noto per la linea terzomondista con la quale ha guidato il Comune", attacca Valentini, che fa due precisazioni.

"La richiesta di perimetrare l’area arriva dall’Azienda Sanitaria. L’obiettivo è tutelare la salute dei cittadini. Chi vuole speculare, faccia pure. In aggiunta alla recinzione si potrebbe spianare l’area per migliorare la visibilità e ridurre, di conseguenza, gli interventi dei vigili del fuoco o della polizia municipale", dichiara Valentini attraverso una nota, aggiungendo poi che "negli ultimi due anni, sono stati effettuati circa 60 interventi dai vigili del fuoco per spegnere focolai o piccoli incendi appiccati nell’area a causa dell’accumulo disordinato di rifiuti. Terzo aspetto: anche l’Arpa ha disposto una sessantina di controlli”.

Per il capogruppo in consiglio comunale di Autonomia Responsabile, "faccio notare a chi strumentalizza biecamente un atto richiesto dall’azienda sanitaria che bruciare rifiuti pericolosi significa inquinare l’ambiente e mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Questa è la realtà che, forse, qualcuno fatica ad accettare”. 

L'attacco

Anche Stefano Salmè, segretario politico “Io Amo Udine”, commenta la decisione. "L’ultima “sparata” di sindaco e assessore all’in-sicurezza sul campo nomadi di via Monte Sei Busi è figlia del disperato e anche un po’ patetico tentativo di allontanare il dibattito pubblico dallo “scandalo mense” che ha sporcato l’immagine della città a livello nazionale", attacca Salmè.

"Il 27 giugno del 2018 (era il periodo in cui il leader leghista Salvini si peritava nell’uso delle ruspe davanti a telecamere e fotografi) l’assessore alla in-sicurezza Alessandro Ciani, cercando di imitare il “Capitano”, prometteva stentoreamente di “sgomberare” il campo nomadi di via Monte Sei Busi entro fine mandato. A un anno e mezzo (circa) dalla fine delmandato, siamo ancora alla fase degli annunci e l’unica “isola ecologica” tollerata in città (in tempi di “porta a porta”) è proprio quella sorta dietro il campo nomadi di Paderno", scrive il leader di estrema destra. "Siamo passati quindi dalla promessa delle “ruspe” per sgomberare il campo nomadi, all’ennesimo costo a carico del contribuente cittadino", rincara la dose Salmè.

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