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Frontiera di Tarvisio: 2 arresti, 12 denunce, 10 clandestini fermati

I dati, diffusi dalla Polizia di Stato, si riferiscono ai reati accertati durante il periodo natalizio, dal 20 dicembre al 12 di gennaio

La Polizia di Stato ha diffuso i dati relativi all'attività di monitoraggio della frontiera di Tarvisio durante il periodo natalizio. Le feste non hanno allentato la morsa dei controlli, più che mai necessari in coincidenza di rilevanti flussi di traffico dovuti a festività particolari quali, come in questo caso, quelle Natalizie e di inizio anno.

Nel periodo che va dal 20 dicembre 2011 al 12 gennaio 2012 sono state tratte in arresto 2 persone mentre quelle denunciate a piede libero sono 12; i clandestini rintracciati sono, invece, 10.

Più precisamente il 20.12.11 veniva tratto in arresto il 57enne cittadino polacco D.W. per aver favorito l’ingresso clandestino in Italia di due cittadine georgiane prive di qualsiasi documento. Una volta accertata la loro identità le stesse venivano deferite all’AG in stato di libertà per aver fatto ingresso in Italia prive di documenti e, di conseguenza, venivano espulse dal territorio nazionale.

Il 22.12.11 venivano denunciati a piede libero due cittadini ucraini N.I di 51 anni e O.O. di 47 anni, per aver trasportato e introdotto in Italia alimenti di provenienza extracomunitaria sprovvisti di qualsiasi etichetta comprovante la tracciabilità del prodotto, così come imposto da norme comunitarie. Il trasporto dei prodotti alimentari avviene, in questi casi, violando tutte le norme sanitarie che impongono la corretta conservazione e stoccaggio; violazione che provoca il deterioramento della merce e conseguentemente pone a rischio la salute del consumatore.


Concludendo, il 27.12.11 veniva tratto in arresto, perché colpito da ordine di carcerazione, emesso dalla Procura di Bologna, il 25enne cittadino moldavo P.G., ricercato fin dal febbraio del 2011 a livello europeo per scontare una pena definitiva di anni 3 e mesi 6 di reclusione per rapina. Il cittadino moldavo veniva arrestato grazie alla comparazione delle impronte digitali in quanto, lo stesso, inizialmente si identificava per un cittadino lituano rendendo così, di fatto, difficile la sua identificazione nei suoi spostamenti all’interno dell’area Schengen.

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