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Ravascletto-Zoncolan: stagione turistica in difficoltà. Ma è solo colpa della neve?

Anche nella stazione sciistica nel cuore della Carnia si lavora incessantemente per ovviare alle abbondanti nevicate di queste ultime due settimane e per ridare rilancio al numero delle presenze turistiche in vistoso calo. La seggiovia del Tamai ancora ferma, sotterrata da uno strato bianco

Dopo i nostri approfondimenti sulla situazione turistica e di emergenza a Tarvisio, Forni Avoltri e Forni di Sopra, questa volta siamo stati a verificare la situazione a Ravascletto. La stagione sulle piste dello Zoncolan è partita bene, ci dichiarano, ma da un paio di settimane a questa parte, in seguito alle abbondanti nevicate precipitate lungo tutto l'arco alpino regionale, sta accusando un inevitabile e vistoso calo di presenze.
A riferircelo, in forma anonima, è un operatore stesso della Promotur, l'agenzia regionale che gestisce il comprensorio Ravascletto-Zoncolan. Queste le sue parole: "Neve in abbondanza, troppa. Quindi calo delle presenze, in particolar modo quelle dei pendolari che preferiscono rimanere a casa. Contiamo sul fatto che si riparta, anche perché il panorama che si gode in alta quota dopo tutte queste nevicate è davvero suggestivo e può attirare la curiosità sia degli sciatori e che degli appassionati di montagna".
Nel bacino del Tamai, dopo la valanga che aveva sotterrato la seggiovia, è stato tutto ripristinato, ma per ragioni di sicurezza le due linee (la 7 e la 6) che portano su in cima, a 1970 metri, restano ancora chiuse. Le nevicate complessive intorno la zona della cima del Tamai hanno superato abbondantemente i cinque metri e ci vorrà ancora del tempo per dare modo alla neve di assestarsi prima di poter pensare di riaprire.

"Per intenderci - ci spiega sempre il dipendente Promotur - la seggiovia biposto che porta su in cima è completamente ricoperta. È tutto bianco, non esiste più niente. Non si vedono i pali, i ferma neve, è tutto sommerso. La riapertura della seggiovia del Tamai per ora, quindi, non è ancora preventivabile. Fino a quando il tempo non si stabilizza non possiamo fare previsioni. Abbiamo sbancato centinaia di migliaia di metri cubi di neve, ma non è servito. Le seggiovie che di norma viaggiano a 5-6 metri di altezza dal terreno, attualmente viaggiano "in trincea"; a destra e a sinistra dell'impianto ci sono parecchi tratti in cui si è dovuto provvedere allo sbancamento e quindi ora abbiamo due muri di neve ad affiancare l'impianto".

Come nella Val Canale anche nella Valcalda gli alberi caduti a quote fra i 1000-1300 non si contano; per lo più sono faggi, abeti e ontani. E la fauna del comprensorio, composta soprattutto da caprioli e dai galli forcelli (tetraonidi), sembra essersi ritirata verso valle. A differenza del Monte Lussari dove si sono visti diversi cervi in pericolo di vita, sullo Zoncolan, per fortuna, non si sono visti animali in difficoltà. Situazione diversa anche per quanto riguarda il capitolo dei blackout elettrici. "Qua sono stati limitati. Sono capitati, ma sono durati pochi minuti. Forse perché annualmente in autunno il distributore locale di energia elettrica, la Secab, provvede a fare la manutenzione e la pulizia di tutte le linee del bosco. Un plauso quindi a questa società per il lavoro preventivo svolto. Non è una cosa scontata visto quello che è successo in altre zone del Friuli."

La stagione nel comprensorio dello Zoncolan non registra dunque dei buoni numeri; almeno per il momento. E forse non solo a causa delle precipitazioni nevose. A testimoniarcelo le numerose domande o indicazioni che abbiamo raccolto fra le piste da sci e i locali del paese. Eccovene un breve elenco:

-la pista di rientro, costruita nel 2007 a Ravascletto, non sembra aver sortito le speranze iniziali. "E' valsa la pena sventrare lo Zoncolan dai suoi alberi visto lo scarso utilizzo?" si chiede Alessandro, turista residenziale;

-una coppia di Trieste, con bombardini in mano, ci indica invece la palestra polifunzionale (in foto - sulla destra della stazione della funivia). "E' quasi ultimata, col senno di poi però ci si domanda perché quei fondi non siano stati investiti in un palaghiaccio polifunzionale, forse più attraente e utile";

-a loro si aggiunge il barista: "Speriamo facciano almeno un tetto alla pista di pattinaggio sul ghiaccio esterna e già esistente. Ora è sempre chiusa a causa dell'assenza di manutenzione e pulizia";

-un problema invece molto più pratico e tangibile ce lo riportano 2 giovani coppie con figli a seguito ed è il rullo trasportatore. Quello che trasporta per un centinaio di metri gli sciatori principianti e gli amanti del bob e dello slittino (in genere i più piccini) su due piccole piste a fondo valle . "A causa della neve che si deposita sul rullo, l'ingranaggio a monte si blocca molto spesso (si veda fotografia). La gente dopo un po' si stufa, ci rinuncia e se ne va. Di sabato e domenica, visto il maggiore utilizzo, ho visto che un addetto  lo tiene regolarmente pulito. Una cosa assurda pagare una persona per colpa di un rullo costruito per andare sulla neve ma che si blocca a causa della stessa neve!".

-Ultimo, ma non per importanza, è il capitolo rifiuti. Un po' tutti, compreso chi vi scrive, ha avuto difficoltà a smaltire i suoi rifiuti indifferenziati. e organici Tutti i cassonetti presenti in paese necessitano di chiave per l'apertura. Domandiamo: Ma il turista occasionale, quello famoso del "mordi e fuggi" o quello del "pranzo al sacco", come fa? Dove deve gettare la sua buccia di banana? Non viene incentivato a sporcare ancora di più in questo modo?  Io una soluzione l'ho trovata. Mi sono portato tutto a Udine, dove pago regolarmente la Net.

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