Amnesty International: Giulio Regeni morto in un'ondata di repressione brutale

Secondo un rapporto dell'organizzazione umanitaria, il ricercatore di Fiumicello è stato torturato in modo simile agli egiziani morti in custodia allo Stato

Un rapporto sull'Egitto e su centinaia di persone uccise e torturate "in un'ondata di repressione brutale". E, tra loro, risulta anche Giulio Regeni. E' quello presentato da Amnesty International che mette in luce una serie di rapimenti di "sparizioni forzate" a partire dal 2015.

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Diversi i casi analizzati, tra cui quello del giovane ricercatore di Fiumicello: "La sparizione forzata dello studente italiano Giulio Regeni, trovato morto al Cairo nel febbraio 2016 con segni di tortura, ha attratto l'attenzione dei mezzi d'informazione di ogni parte del mondo - scrive la stessa Amnesty in un comunicato - . Le autorità egiziane si ostinano a negare qualsiasi coinvolgimento nella sparizione e nell'uccisione di Giulio Regeni, ma il rapporto di Amnesty International rivela le similitudini tra i segni di tortura sul suo corpo e quelli sugli egiziani morti in custodia dello stato. Ciò lascia supporre che la sua morte sia stata solo la punta dell'iceberg e che possa far parte di una più ampia serie di sparizioni forzate ad opera dell'Nsa (l'Agenzia per la sicurezza nazionale ndr) e di altri servizi d'intelligence in tutto il paese".

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