Cronaca Chiavris / Via Forni di Sotto, 2

Truffa degli ortaggi, si fingono vecchi amici per raggirare i passanti: la testimonianza

Oltre tre i raggiri che si sono verificati questa mattina nel parcheggio del Parco del Cormor proprio mentre si stava svolgendo il mercato agricolo. A raccontarci i fatti, uno dei clienti che è stato truffato dai due malviventi

"Ciao! Ti ricordi di me?Sono il figlio di..."

Comincia così la conversazione al parcheggio del Cormor tra due giovani ragazzi, proprietari di un furgone bianco e diversi passanti di ritorno dal mercato agricolo del sabato mattina nella nota area verde nei pressi del Città Fiera.

Tutto regolare, non fosse che a un certo punto, la chiacchierata si trasforma in una raggiro in piena regola.

A raccontarci l'episodio un cliente del mercato agricolo truffato dai due giovani.

La testimonianza di un raggirato

"Ero giunto nel parcheggio del Parco del Cormor per il consueto giro al mercato ortofrutticolo - ci racconta - quando, appena sceso dlala macchina, vengo affiancato da questo furgone bianco dalla quale scendono due ragazzi. Uno di questi si avvicina a me, spacciandosi per il figlio di un imbianchino che mi aveva dipinto casa. Un po' confuso e imbarazzato faccio mente locale, ricordo di aver ristrutturato casa anni fa, e fingo di ricordarmi di lui per buona educazione - prosegue - A questo punto il giovane insiste per volermi regalare una cassa di pomodori. Rifiuto con gentilezza, ma il ragazzo insiste per caricarmeli in macchina. Non contento mi dice che mi avrebbe caricato anche una cassa di meloni, ma che per quella avrei dovuto pagare".

"Nonostante i miei ripetuti no, il giovane continuava ad insistere finchè mi sono trovato a dargli venti euro, a suo dire, dieci per i pomodori dieci per i meloni. Mentre contestavo il prezzo eccessivo - continua - mi accorgo che il giovane si è appena ripreso una cassa di meloni. Sconcertato mi volto verso mio padre che era stato fermato dal secondo giovane il quale gli aveva già caricato in auto quattro cassette di meloni per le quali pretendeva ben 80€".

"Al rifiuto di mio padre ne scarica alcune e ne lascia una, ma si tiene ulteriori 20€. Insomma un raggiro in piena regola al quale è difficile sottrarsi proprio che l'imbarazzo nel gestire le conversazioni squisitamente amichevoli che i due giovani ingaggiano come incipit per la vendita".

Da quanto si apprende non si sarebbe trattato di un episodio isolato come ci racconta Federico Lora proprietario de L'orto di Fede.

Gli altri raggiri

"Diversi miei clienti - ci racconta - mi hanno riferito di essere stati raggirati da questi due ragazzi. Non c'è alcuna violenza fisica o verbale in quanto accaduto, ma solo un mero raggiro economico. Inoltre non vi è alcuna certezza nè sulla qualità nè sulla provenienza della merce venduta. Certo è che chiunque si trovi ad avere a che fare con questi individui deve prestare la massima attenzione".

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