Una raccolta firme per salvare il centro di salute mentale

L'appello dei familiari: "Evitiamo la chiusura, cerchiamo di trovare una soluzione alternativa sempre a Tarcento"

Giù le mani dal centro di salute mentale di Tarcento. E’ questo l’appello di alcuni familiari dei pazienti in cura nella struttura che hanno deciso di lanciare una raccolta firme per chiedere delle soluzioni alternative alla sospensione del servizio prevista entro giugno. Chiusura motivata dalla mancanza di alcuni requisiti di sicurezza dello stabile che ospita il centro e necessari per poter continuare la propria attività. Parliamo di una realtà presente sul territorio tarcentino da oltre 23 anni e che, solo nel corso del 2018, ha erogato circa 29mila prestazioni e seguito almeno 500 utenti e che ora potrebbe essere soppressa o trasferita a Cividale o a Gemona, con conseguenze e difficoltà per i pazienti in cura.

Cos’è

Il Centro di Salute Mentale di Tarcento è un punto di riferimento per 11 Comuni della zona: Tarcento, Tricesimo, Taipana, Nimis, Magnano in Riviera, Lusevera, Faedis, Povoletto, Reana del Rojale, Cassacco ed Attimis e fornisce principalmente servizi di prossimità, quali attività ambulatoriali, domiciliari, di terapia e di centro diurno, servizi a sostegno delle fasce più deboli e fragili ed a prevenzione di problematiche che minano sempre più frequentemente la salute collettiva. Un servizio fondamentale per gli utenti e i loro famigliari ma anche per le attività di prevenzione al disagio e di promozione alla salute della Comunità.  

La chiusura

Apprese le informazioni sulla chiusura ed in attesa dell’ampliamento del Distretto sanitario di Tarcento identificato come nuova sede per la quale saranno necessari non meno di due anni, i familiari chiedono risposte immediate per comprendere quale sarà la soluzione “temporanea” prevista dagli organi preposti per garantire il mantenimento dei servizi fondamentali attualmente offerti.   

Le paure

Numerose le preoccupazioni sollevate da parte di un gruppo di famigliari sulle possibili ricadute e conseguenze sulla salute già fragile degli assistiti come la perdita di autonomia conquistata negli anni da parte di quelle persone che, grazie alla prossimità del servizio, riescono ad utilizzare i mezzi pubblici anche se per brevi tragitti, per raggiungere quotidianamente il centro diurno del centro di salute mentale o per seguire i propri percorsi terapeutici; la mancanza di un riferimento quotidiano per le persone che accedono autonomamente alla struttura per l'assunzione regolare e monitorata della terapia farmacologica; il rischio di isolamento sociale o che le persone in cura avvertano la chiusura come un “abbandono”, senza contare le difficoltà di orientarsi in un nuovo territorio di diversi pazienti

Il risparmio

Secondo i parenti dei pazienti quello che le autorità non comprendono è che se la chiusura temporanea verrà fatta anche per una questione di costi, le spese saranno maggiori rispetto ad un possibile impegno per affittare uno spazio preposto. La chiusura aumenterebbe i rischi di ricadute, di crisi, di isolamento, di regressione, di mancanza di un riferimento sanitario, un aumento dei costi legato ad un aumento dei ricoveri ospedalieri senza considerare il rischio di un aumento delle emergenze territoriali poiché il Centro opera anche per prevenire e gestire situazioni di allarme sociale in tempo reale e in stretta collaborazione con gli altri servizi del territorio (carabinieri, polizia Locale, distretto sanitario, Ambito socio sanitario. Il tutto senza tener conto che la soppressione del centro non garantirebbe neppure l’attività di prevenzione nei confronti della comunità che si estende su un’area vasta (es. sostegno psicologico, elaborazione del lutto e della perdita).

La raccolta firme

Il Gruppo famigliari del Centro di Salute Mentale di Tarcento si è fatto promotore di una raccolta firme che verrà presentata agli organi istituzionali e politici regionali e comunali in occasione della Conferenza Regionale per la salute mentale prevista a Zugliano sabato 11 maggio 2019 ore 9 al Centro Balducci.

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