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Nonostante la pioggia, 10 mila persone al Raduno Nazionale di Udine

Honsell: "Udine da oggi si trasforma da capitale della Guerra in capitale della Pace".

Erano 10 mila, come annunciato, i radunisti e simpatizzanti che questa  mattina hanno riempito il centro della città di Udine. Un vero successo di presenze soprattutto in una giornata, quella di oggi, caratterizzata dalla pioggia battente, che non ha dato tregua. Impassibili, però, i labari, i medaglieri, i rappresentanti delle Associazioni d’Arma e i radunisti hanno sfilato fieri lungo le vie di Udine. Tra loro delegazioni giuste da tutta Italia, in rappresentanza di circa 40 Associazioni che compongono Assoarma. La cerimonia è iniziata in piazza Primo Maggio con lo schieramento dei Reparti e delle Rappresentanze e l’arrivo delle autorità. Presenti, tra gli altri, il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, il Prefetto di Udine, Provvidenza Delfina Raimondo, il comandante delle Forze Operative terrestri generale corpo d’armata Alberto Primicerj, il presidente nazionale di Assoarma, Mario Buscemi, il comandante Interregionale Carabinieri Vittorio Veneto di  Padova, generale corpo d’armata Antonio Ricciardi, la  Medaglia d’Oro al valor militare Paola Del Din, il vice presidente della Regione FVG Sergio Bolzonello con il vicepresidente del Consiglio, Franco Jacop, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, il sindaco di Udine Furio Honsell. Assieme a loro i presidenti nazionali delle Associazioni d’arma, i rappresentanti delle delegazioni straniere di Francia, Ungheria, Polonia, Stati Uniti d’America e della Croce Nera austriaca, e moltissime autorità civili e militari.

Ad aprire i discorsi ufficiali è stato il sindaco di Udine Furio Honsell:A tutti voi, il più caloroso benvenuto dalla città di Udine, che da oggi si trasforma da capitale della Guerra in capitale della Pace. Quella pace che dagli anni ’70 ad oggi garantisce all’Italia e all’Europa di vivere serenamente e che dobbiamo cercare di preservare e di esportare in tutto il mondo, altrimenti questo pianeta non riuscirà a sopravvivere ai tempi moderni. Dobbiamo essere legati alla nostra Patria, all’Italia”. Quindi ha preso la parola il generale Mario Buscemi, presidente di Assoarma: “Quello che oggi ci unisce è l’amore per la Patria, oltre che il desiderio di non dimenticare questa  Guerra. La società che viviamo oggi si è sviluppata sul sacrificio di tanti uomini che si sono immolati per noi”. Gli ha fatto eco il gen. c.a. Alberto Primicerj:Quello che caratterizza maggiormente questa giornata è l’impegno, sia nostro sia delle delegazioni straniere che una volta combatterono l’una contro l’altra e degli stessi italiani che vestivano divise diverse, per trarre insegnamento da quanto accaduto per lavorare ora insieme per garantire la pace. A questo si uniscono i valori e i principi per cui ogni giorno svolgiamo il nostro dovere”. E’ stata quindi la volta del vicepresidente Sergio Bolzonello:Sono orgoglioso di essere qui per le celebrazioni dei 100 anni del conflitto mondiale. Fagagna, con Villa Volpe nel 1915, fu uno dei luoghi dove si visse l’inizio del conflitto che vide impegnati combattenti di tutto il mondo. Anche per questo vanno rinvigoriti i ricordi, per evitare che tragedie come queste si ripetano, tragedie che hanno provocato migliaia di morti e che non possono lasciarci impassibili così come non lo può essere la visione del Sacrario di Redipuglia. A chiudere i discorsi ufficiali è stato il Sottosegretario on. Domenico Rossi:Nella Grande Guerra non ci sono eroi poiché i veri protagonisti sono i nostri nonni che hanno raccontato le loro emozioni sui diari che siamo riusciti a recuperare e a leggere. Sono loro, insieme a tutti gli italiani, i protagonisti della Grande Guerra ricorrenza che oggi celebriamo e che coincide anche con il 70° anniversario della Liberazione della nostra Nazione. Patria di cui dobbiamo essere fieri e motivo per cui con orgoglio dobbiamo esporre il Tricolore, simbolo della nostra unità e dell’amore che abbiamo per la nostra Patria”.

Al termine di questa prima parte di cerimonia, sono giunti in piazza Primo Maggio i radunisti con labari e vessilli, che prima di raggiungere il palco d’onore hanno sfilato lungo tutta la città. Sono arrivati da ogni parte d’Italia, persino da Sardegna (con i costumi tradizionali) e Sicilia. Il gruppo più numeroso è stato quello degli artiglieri, ma a strappare applausi sono stati anche i radunisti che hanno sfilato con le divise dell’epoca. Su piazza Primo Maggio verso le 11 hanno effettuato il sorvolo tre aeroplani storici della Prima Guerra Mondiale che, sfidando le intemperie, hanno colorato il cielo grigio con i fumi tricolore. Lo sfilamento è stato chiuso dal gruppo degli alpini, che ha partecipato con la fanfara dei congedati della Julia. Una presenza sempre gradita e accolta con affetto da tutti.Nonostante la pioggia, 10 mila persone hanno sfilato al Raduno Nazionale di Udine 2-2

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