Quando il popolo del Friuli poteva controllare il suo parlamento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Siamo costretti a constatare nel passato ciò che nel presente necessiterebbe ma non sussiste: oggi non esistono organi politici eletti dal popolo con funzioni di controllo civico su parlamenti statali o regionali! Ciò accadeva in Friuli, eccezionalmente, tra Cinque e Settecento, in pieno “Ancien Régime”: ora nulla rimane di quell'esperienza, nonostante l'avvento contemporaneo di regimi dichiaratamente democratici e il controllo politico popolare sulla pubblica rappresentanza si è ridotto al rinnovo quinquennale della stessa attraverso il rito delle elezioni”. Questo ha detto sabato 12 dicembre 2015, nel capoluogo del Friuli Storico, il prof. Alberto Travain, presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" che, segnatamente in accordo con la Federazione provinciale udinese dell'Istituto del Nastro Azzurro nonché con il Club Unesco di Udine e la Confraternita cittadina del Santissimo Crocifisso, hanno rinnovato la celebrazione dell'annuale loro “Giornata dell'orgoglio civico regionale” a ridosso dell'importante eppure comunemente obliato anniversario civile della Rivendicazione della Contadinanza del Friuli (1503), eccezionale organismo di controllo civico sul governo del territorio, peculiare vanto e contributo locale alla storia universale della democrazia: “un principio di dignità del cittadino comune la cui ricorrente sopraffazione basterebbero ad attestare anche solamente taluni sprezzanti mancati riscontri da parte di Pubblici Rappresentanti e Amministrazioni a missive ed istanze della cittadinanza!”. L'appuntamento era alla scala nord della bella Loggia del Lionello, antico ingresso al palazzo comunale udinese che il 9 dicembre di 512 anni prima aveva accolto le delegazioni rustiche reclamanti l'istituzione di un contro-parlamento civico regionale quale contraltare allo strapotere incontrollato delle classi dirigenti friulane del tempo. A ricordo del fatto, sulla storica scala è stato esposto un grande stendardo lungo 10 metri, recante i colori della Contadinanza, adottati e proposti dal Fogolâr Civic come tricolore di fraternità e mobilitazione dei cittadini richiamante tra l'altro le insegne di Aquileia ed Europa ossia dei due poli tra cui si sviluppa quella promozione della cultura civica radicata nella coscienza storica che caratterizza l'azione sociale di detto cenacolo popolare. “Un Friuli, un Friuli Venezia Giulia, un'Italia, un'Europa 'dei Cittadini' sul piano pratico oggi non esistono o fanno semplicemente da sfondo a una politica decisa da pochi sulla quale i margini di sindacazione 'dal basso' sono risibili” ha detto Travain: “se non un esempio, mutatis mutandis, la storica Contadinanza friulana, unica moderna eco del tribunato della plebe romana, può essere uno spunto da cui partire per fare il punto della situazione sullo stato della democrazia nelle tanto celebrate 'democrazie occidentali'!”. La comitiva si è poi ritrovata, su suggerimento della studiosa dott.ssa Marisanta de Carvalho di Prampero, in “Bordolee didentri”, all'angolo tra le vie Rauscedo e Vittorio Veneto, per un altro momento commemorativo nel luogo in cui storicamente sorgeva l'antica Casa della Contadinanza traslata sul colle del Castello, dove ora si trova, nel 1931. Il prof. Travain ha ripercorso brevemente la vicenda della magistratura popolare friulana degli Otto Sindaci della Contadinanza – quattro per la Destra e quattro per la Sinistra Tagliamento – mettendone in luce le virtù e i vizi che la caratterizzarono nei circa tre secoli della sua storia. Si è rinnovato così, festosamente e familiarmente, un appuntamento socioculturale riproposto sin dal 2003, V centenario della Rivendicazione della Contadinanza, come celebrazione spontanea del senso di comunità, dell’orgoglio civico territoriale, di un'“autonomia partecipata” nelle debite sedi, irriducibile entro gli schemi di certe 'baronie' politiche democratiche imperanti anche in pieno regime repubblicano. Presenti all'occasione, con le proprie insegne, tutte le sezioni ovvero i “quintieri” udinesi e friulani del Fogolâr Civic, oltre a presidenze e segreterie dei sodalizi coinvolti.

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