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Qualità dell'aria, l'Arpa promuove i dati del 2019

Solo nei pressi del confine con il Veneto è stato superato il limite di legge sulle concentrazioni giornaliere di PM10

Nel 2019 la qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia è stata complessivamente discreta e in linea con la media dell’ultimo quinquennio. Valori relativamente elevati di polveri si sono avuti solo nella pianura occidentale, mentre i superamenti della soglia giornaliera di Ozono si sono avuti su tutta la pianura e costa, comunque in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti. Lo rileva l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in una nota preliminare diffusa oggi sullo stato della qualità dell’aria nell’anno appena concluso.

Nella nota è comunque sottolineato il fatto che il miglioramento della qualità dell’aria è percepibile confrontando i dati dell’ultimo quinquennio rispetto ai due quinquenni precedenti (dal 2005 al 2009 e dal 2010 al 2014) soprattutto per quanto riguarda le concentrazioni di polveri, i cui valori da diversi anni non sono più problematici sulla costa e sulla pianura centrale ed orientale della regione così come avveniva in precedenza.

Nel dettaglio, per quanto riguarda le polveri, sia la concentrazione media della frazione più grossolana (PM10) sia la concentrazione di quella sottile (PM2.5) sono risultate al di sotto del limite di legge; solo nei pressi del confine con il Veneto è stato superato il limite di legge sulle concentrazioni giornaliere di PM10 (oltre 35 giorni con concentrazione superiore a 50 ug/m3). Quest’ultimo superamento è stato causato dalle particolari condizioni meteorologiche di ristagno atmosferico che si sono avute nei primi mesi dell’anno, mentre gli ultimi mesi dell’anno sono stati decisamente meno problematici.

Situazione diversa per quanto riguarda l’ozono, che sta diventando anno dopo anno un elemento da tenere sotto stretta osservazione. Anche l’estate 2019 ha visto, infatti, diversi superamenti della soglia giornaliera di Ozono su tutta la pianura e costa della regione, mentre migliore è stata la situazione nei fondovalle alpini. L’aspetto positivo rilevato nel 2019 è che, nonostante i frequenti periodi soleggiati, il numero di giorni con il superamento della soglia di legge è stato inferiore a quello degli anni precedenti, così come meno intensi sono stati i picchi di Ozono.

Complessivamente il Friuli Venezia Giulia si conferma essere una regione con una discreta qualità dell’aria, sia in confronto con le vicine regioni della pianura Padana, dove sono presenti zone con condizioni climatiche meno favorevoli al ricambio delle masse d’aria, sia con le regioni dell’est Europa e dei Balcani, dove permangono criticità, spesso dovute all’utilizzo del carbone quale fonte energetica primaria anche per il riscaldamento domestico e ad un parco veicolare circolante particolarmente vecchio.
 
 

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