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Edifici della Provincia, Fontanini: “Le sedi istituzionali restino al Friuli”

Un patrimonio di complessivi 26 milioni di euro che per il presidente della Provincia deve rimanere integralmente nella disponibilità dei friulani


“Le sedi istituzionali della Provincia di Udine devono restare al Friuli con il passaggio di proprietà al Comune di Udine: la Regione non ha nulla a che fare con questi beni”. Il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini rilancia l’avvertimento alla Giunta regionale sul destino degli immobili dell’amministrazione provinciale oggi che l’Esecutivo regionale delibera, in via definitiva, sulla liquidazione delle proprietà e delle partecipazioni delle tre ex Province di Gorizia, Trieste e Pordenone.

“E’ doveroso che la proprietà rimanga a questo territorio, a Udine, al Friuli” aggiunge Fontanini ricordando che, tra gli edifici situati in città di proprietà della Provincia, vi sono palazzo Belgrado-sede istituzionale, parte del complesso di via Prefettura, palazzo Cappellani-Snaidero (residenza del prefetto), il Centro Gravi Gravissimi, le proprietà derivanti dall’ex Consorzio Universitario Friulano, l’ex Cism ma anche uffici decentrati e alloggi. “Un patrimonio di complessivi 26 milioni di euro quello situato nel capoluogo friulano e che deve rimanere integralmente nella disponibilità dei friulani e dei cittadini della provincia di Udine” sottolinea Fontanini nel ricordare che il Consiglio provinciale, con un ordine del giorno votato all’unanimità (seduta del 7 giugno), si è espresso per un trasferimento delle proprietà della Provincia di Udine al Comune di Udine e agli enti locali su cui esse insistono. Sulla stessa linea concorda anche l’assemblea di palazzo D’Aronco che ha già manifestato la necessità di mantenere all’interno del patrimonio del Comune di Udine il palazzo Belgrado “centro di importanza storica fondamentale per la comunità udinese e friulana”.
“Questi immobili, in particolare la sede istituzionale, rappresentano la storia del Friuli: sono patrimonio dei friulani e non devono diventare proprietà della Regione. La Giunta – rimarca il presidente - eviti un nuovo affronto al popolo friulano dopo aver già massacrato il Friuli in dieci unità amministrative e colpito l’ente di riferimento”.  “E’ preoccupante – conclude Fontanini – che il presidente della V Commissione regionale, Vincenzo Martines che ha approvato ieri la delibera per il passaggio dei beni delle tre province commissariate alla Regione e probabile candidato per la carica di sindaco del Comune di Udine, non abbia ritenuto di difendere le richieste degli enti locali volte a mantenere le proprietà sul territorio”.

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