Cronaca

Servizi educativi per l'infanzia al collasso: in Fvg si pensa a un protocollo d'intesa

I nidi e gli asili hanno attivato la didattica a distanza nonostante le difficoltà: le famiglie non pagheranno le rette piene ma le strutture devono garantirsi le risorse per poter riprendere le attività. La Regione è in dialogo con associazioni e Governo

Un settore di cui si parla ancora troppo poco, ovvero quello dei sistemi educativi, rischia il collasso: primi a chiudere, ultimi a riaprire, ma con una necessità, che unisce diritti e doveri delle persone, che non si è mai interrotta tramite le lezioni a distanza.

"Il primo impegno è sostenere, anche economicamente, le famiglie alle prese con il passaggio delle lezioni dagli spazi tradizionali alle aule virtuali, confermando tutti gli impegni assunti. Il secondo passaggio è garantire i fondi ai soggetti gestori di scuole e servizi educativi per la prima infanzia mentre il terzo punto è salvaguardare le strutture, assicurando le risorse necessarie affinché, esaurita
l'emergenza, possano accogliere i bambini e i ragazzi nelle condizioni migliori
". Sono questi i principali obiettivi su cui si è soffermata l'assessore regionale all'Istruzione Alessia Rosolen illustrando in giunta una delle delibere da lei proposte e approvate dall'esecutivo.

Le ipotesi

Chi più chi meno, tutte le scuole hanno attivato servizi di didattica a distanza anche nelle scuole dell'infanzia: questo prevede che le rette non possano essere abbattute del 100%, anche perché porterebbero al collasso le strutture.

"Stiamo lavorando per ricalibrare le rette delle scuole e abbiamo raggiunto un'intesa di massima che prevede un abbattimento del 60% per le scuole materne e almeno del 70% per gli asili nido. Stiamo lavorando sulle quote per le scuole primarie e secondarie, anche alla luce del fatto che le lezioni vengono svolte con il ricorso alla didattica a distanza".

Le rette scolastiche

"Abbiamo garantito - prosegue l'assessore regionale - gli impegni per contenere le rette nelle scuole, in misura ancora maggiore di quanto fatto finora. Tuttavia, provvedimenti successivi non potranno prescindere dagli strumenti messi in campo dal Governo centrale, con cui siamo in contatto costante e nei confronti del quale stiamo esercitando pressioni per ottenere risposte esaurienti e certe, sia rispetto ai tempi per un ritorno in aula che per le risorse da destinare all'istruzione e alle scuole per i più piccoli (il Sistema 0-6)". 

Il diritto allo studio

A quanto dichiara l'assessore, è stata raggiunta un'intesa con Fism (Associazione delle Scuole Autonome dell'Infanzia) e Fidae (Federazione delle Scuole Cattoliche primarie e secondarie) per gestire la fase emergenziale. "Rimoduleremo i contributi per l'abbattimento delle rette al fine di dare un segnale di vicinanza alle famiglie, alle prese con una full immersion di politiche di conciliazione tra vita, scuola e famiglia". Il potenziamento delle misure è stato calcolato per alleviare le famiglie da spese alle quali, in questo periodo, non corrisponde un'erogazione del servizio, pur tutelando gli istituti che devono onorare pagamenti indifferibili. Inoltre la Regione sta lavorando per garantire il diritto allo studio a tutta la popolazione, prevedendo misure specifiche per le fasce più esposte e più bisognose di attenzione. L'assessore Rosolen precisa inoltre che "la piena condivisione rispetto alla gestione delle scuole paritarie di Fism e Fidae ci conforta: restiamo a disposizione per affrontare anche questo periodo e consegnare alla scuola non solo rimedi estemporanei ma soluzioni che possano divenire, in prospettiva, prassi consolidate e di qualità".

Il Protocollo

Le Associazioni hanno collaborato alla proposta di un protocollo per il massimo contenimento delle rette a carico delle famiglie, garantendo loro in questo modo di continuare a godere del contributo regionale: "è chiaro che rimodulare i servizi per bambini piccoli possa risultare particolarmente complicato e, alla luce di questa considerazione, la disponibilità risulta preziosa e molto significativa".

Il Protocollo d'Intesa per il coordinamento di azioni a favore delle famiglie e dei servizi educativi per la prima infanzia a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 verrà sottoscritto da Legacoop, Confcooperative, Assoinfanzia FVG, Gruppo nidi e infanzia FVG e FISM regionale, che hanno già segnalato la piena adesione e volontà di collaborare con l'Amministrazione regionale per superare l'attuale situazione di emergenza epidemiologica e poter continuare garantire servizi educativi di qualità alle famiglie del territorio. Il protocollo verrà comunque diffuso e proposto per la sottoscrizione a tutti i gestori di servizi educativi per l'infanzia pubblici e privati.

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