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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Centro / Via San Valentino

Megafono e striscioni per protestare contro le condizioni della sanità in carcere

Un gruppo di persone ha deciso di manifestare davanti al distretto sanitario per denunciare che i detenuti non ricevono cure mediche adeguate nella struttura di via Spalato

Stamattina, giovedì 11 novembre, è stata inscenata una protesta con striscioni e megafono davanti al distretto sanitario di via San Valentino. Un gruppetto di persone, che fa riferimento all'associazione triestina "Senza Sbarre", hanno pacificamente manifestato il proprio dissenso su diversi temi riguardanti il carcere di Udine, situato in via Spalato."Siamo qui davanti agli ambulatori del distretto sanitario per riportare in strada, ai passanti, a chi lavora là dentro ma soprattutto ai pazienti, agli utenti della sanità pubblica, una questione che riguarda tutti: la sanità in carcere. Chi è in prigione non riceve cure mediche adeguate". Esordisce così il portavoce dell'assemblea permanente contro il carcere e la repressione Fvg, palarndo al megafono. E continua: "siamo qui perché è al direttore sanitario che spetta la responsabilità delle funzioni di tutela dei pazienti e di vigilanza sull’opera del personale sanitario operante nel carcere".

Le accuse

Il primo problema messo in evidenza dal gruppo di manifestanti, anche attraverso un volantino distribuito a tutti i passanti, riguarda il sovraffollamento del carcere di Udine. Una protesta sinmile si era tenuta anche nel gennaio 2020.

La protesta dello scorso anno

Il gruppo sottolinea, citando un articolo de Il Piccolo, come "la realtà carceraria del capoluogo friulano sia al sesto posto per affollamento in Italia, lo scorso aprile erano detenute 158 persone a fronte di una capienza dichiarata di 90 posti". Inoltre, i presenti denunciano che in via Spalato c'è un "sistematico abuso di somministrazione di psicofarmaci ai detenuti". C Parlanon anche del caso della morte di Ziad Kritz avvenuta lo scorso 15 marzo 2020, per la quale è ancora aperta un'indagine della magistratura. e infine solidarizzano con due compagni che nella giornata di oggi sono chiamati in tribunale con accuse infondate, secondo loro. "Hanno solo detto la verità e hanno incitato i compagni a lottare per i loro diritti e la loro dignità" dichiarano attraverso il portavoce. Nessuno dei partecipanti al picchetto ha voluto rilasciare dichiarazioni oltre a quelle fatte pubblicamente  parlando al megafono. Ad assicurarsi che le proteste si svolgessero senza problemi erano presenti sul posto sia forze di polizia sia carabinieri.

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