"La cultura non deve educare e io non sono assessore al lavoro": scatta la polemica

I lavoratori del comparto degli spettacoli dal vivo chiedono con insistenza un incontro con l'assessore regionale alla cultura Tiziana Gibelli, che però si nega. Ad accettare il confronto con i rappresentanti del settore il Comune di Udine

L'assessore Gibelli mentre entra a teatro con i lavoratori in protesta alle sue spalle

Dopo le manifestazioni di Trieste e Udine, i lavoratori del settore degli spettacoli dal vivo del Friuli Venezia Giulia, tuttora quasi del tutto fermo, rilanciano la richiesta di un incontro con la Regione. Per la seconda volta in pochi giorni gli operatori del settore, artisti e tecnici, si sono presentati durante delle occasioni pubbliche per poter parlare con l'assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, che in entrambe le occasioni ha "dribblato" il confronto.  

La prima volta è stato durante la conferenza stampa in cui il Css Teatro Stabile di Innovazione del Fvg ha annunciato la fusione con l'Accademia degli Artefatti: dalla platea si è alzata la voce di un tecnico freelance che ha reclamato l'attenzione di Gibelli che, scocciata, ha risposto di «non essere assessore al lavoro» e che «la cultura non deve educare, non è quello il suo compito e ognuno deve scegliere la propria»

Se il primo tentativo è andato a vuoto, il gruppo di lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo, ormai consolidatosi in questa battaglia che li vede tutti sulla stessa cosiddetta barca, ha deciso di riprovarci ieri, venerdì 19 giugno, in occasione della conferenza stampa di presentazione del calendario estivo del Giovanni da Udine. Una decina, tra artisti e tecnici, si sono dati appuntamento fuori dal teatro, armati di mascherine e striscioni. Anche questa volta l'assessore ha preferito evitare il confronto, lasciando la parola agli amministratori comunali (erano presenti il sindaco Pietro Fontanini e l'assessore comunale alla cultura Fabrizio Cigolot). «Come Comune cerchiamo di fare la nostra parte con le iniziative all’aperto di questa estate», ha dichiarato il primo cittadino, concordando con gli operatori - a cui ha dato ragione sulle proteste - un incontro per mercoledì 25 giugno. 

«Al pubblico che viene a vedere gli spettacoli non è ben chiaro cosa ci sia dietro: ci sono i tecnici che lavorano facendo orari lunghissimi, c'è l'ideazione, c'è la stampa, i costumisti, le sarte... c'è un indotto grandissimo. Questo dev'essere capito: non siamo qui solo in rappresentanza nostra ma anche di molte altre persone che lavorano per gli spettacoli. Questo è un settore completamente scoperto e non è stato capito nemmeno dagli uffici tecnici che preparano le stagioni culturali, almeno non da tutti», hanno dichiarato i rappresentanti del settore che si sono ritrovati fuori dal teatro. 

lavoratori spettacolo-2

Le richieste

I lavoratori dello spettacolo del Friuli Venezia Giulia chiedono dunque «interventi immediati a sostegno del reddito, ma anche iniziative capaci di creare lavoro e opportunità per le elevate professionalità presenti nel settore». La richiesta arriva anche attraverso i sindacati di categoria in una nota con cui rinnovano la richiesta di un incontro urgente con l'assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, già inviata la scorsa settimana alla vigilia del sit-in di protesta organizzato sabato 13 giugno a Udine. 
Ottenere un reddito di continuità e il riconoscimento dello status di lavoratori intermittenti della cultura e dello spettacolo, snellire gli adempimenti burocratici che ostacolano le assunzioni e un adeguato riconoscimento delle professionalità presenti nel settore. Ma anche distribuire i fondi stanziati dal Fus tra tutte le ditte e i lavoratori che ne avrebbero beneficiato, creare un comparto unico della cultura e dello spettacolo che salvaguardi il professionismo e inoltre, anche attraverso la creazione di un albo. Queste le principali rivendicazioni al centro della mobilitazione nazionale del settore, cui si somma, a livello regionale, la richiesta di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale per la creazione di «un sistema virtuoso della cultura e dello spettacolo in Friuli Venezia Giulia, che tuteli e sostenga le eccellenze di oggi e di domani».

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L'assessore Gibelli

L'assessore ha ricordato, in sede di conferenza stampa, come nell'ambito della Commissione beni e attività culturali della Conferenza delle Regioni, da lei coordinata, ha «caldeggiato e ottenuto l'accesso alla Cassa integrazione per i lavoratori dello spettacolo e per i collaboratori professionali». Per i lavoratori dei servizi connessi all'allestimento degli spettacoli, per esempio gli addetti alle luci e al suono, non vi sono state azioni in tal senso «probabilmente perché le aziende per le quali lavorano non sono ricomprese nei codici Ateco interessati ai provvedimenti assunti. Ma la Regione, la scorsa settimana, ha approvato in Consiglio Regionale le azioni che faranno ripartire il settore, riaprendo così le opportunità di lavoro anche per questi operatori». Nel concludere, Gibelli ha auspicato «che il mondo dello spettacolo, e quello teatrale in particolare, sappia trovare nelle nuove tecnologie ulteriori opportunità di crescita, avvicinandosi ancor di più ai cittadini: per esempio, la stagione teatrale invernale al coperto - ha suggerito - potrebbe essere resa accessibile anche on line a pagamento, ampliando così la platea degli spettatori». 

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