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Filo spinato in Istria: la protesta dei sindacati italiani e croati

Il C.S.IR. - Consiglio Sindacale Interregionale Italo-Croato Alto Adriatico (l’associazione che riunisce le organizzazioni sindacali delle regioni italiane Friuli Venezia Giulia e Veneto e delle contee croate dell’Istria e Litoraneo-Montana), si unisce a quanti nei giorni scorsi hanno fatto sentire la propria voce - esprimendo il proprio fermo dissenso nei confronti dell’innalzamento del reticolato di filo spinato lungo il confine tra Slovenia e Croazia, Istria compresa.

Il C.S.IR. intende rimarcare che, oltre al drammatico significato sul piano simbolico dell’aver riportato il filo spinato tra i due paesi e delle sue discutibili ricadute sulla gestione del flusso delle persone che giungono nel cuore dell’Unione europea dai paesi del medio oriente per fuggire da contesti di persecuzioni e guerre, il reticolato innalzato in Istria ha pure un valore negativo rispetto al tema del lavoro transfrontaliero tra Italia, Slovenia e Croazia.

Il frontalierato tra i tre paesi dell’Alto Mare Adriatico - ancora largamente confinato nel sommerso, anche a causa di scelte non lungimiranti e omissive assunte a vari livelli di governo di Italia, Croazia e Slovenia in materia di fiscalità, sicurezza sociale e accesso al mercato del lavoro – ha infatti bisogno di segnali che vadano nella direzione di incentivare il lavoro libero e regolare. Il reticolato di filo spinato, invece, non aiuta a costruire un mercato del lavoro finalmente regolamentato, che consenta l’esercizio del lavoro frontaliero in modo legale ed equo, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori.

Il C.S.IR., infine, sottolinea come il filo spinato innalzato tra Slovenia e Croazia, rappresenti un segnale particolarmente negativo per la gente che vive in Istria, considerando il faticoso percorso di avvicinamento che i governi sloveno e croato hanno compiuto anche nel recente passato verso la creazione di un’area di libera circolazione delle persone tra i due paesi. L’area dell’alto Mare Adriatico che interessa Italia, Slovenia e Croazia è una terra che ha bisogno di non interrompere il percorso di distensione iniziato quasi venticinque anni fa, con l’indipendenza delle due repubbliche ex-jugoslave.

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