Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Rai in friulano, Aclif: «Il rinvio della convenzione lascia amaro in bocca»

L'Assemblea della comunità linguistica friulana lamenta rinnovo della convenzione al posto della stipula di una nuova. Il presidente Maurmair annuncia assemblea urgente

«Ancora una volta a pagare sono i cittadini del Friuli Venezia Giulia, in particolare quelli che parlano il friulano e che pur pagando il canone Rai non vedono soddisfatti diritti basilari riconosciuti dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. A questo punto non possiamo che appellarci alle più alte istituzioni che ci rappresentano. Convocheremo un’assemblea urgente per definire nuove azioni al fine di far sentire la nostra voce dal più profondo del Friuli fino a Roma».

Il rinnovo al posto di una nuova convenzione

Lo annuncia il presidente dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana, Markus Maurmair, in seguito alla notizia del rinnovo per altri sei mesi della convenzione tra Governo e Rai per la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi in lingua friulana che viene aggiornata periodicamente da Palazzo Chigi con Rai Com spa. Rinnovo che, di fatto, rinvia la stipula di una nuova convenzione.

Esprimendo «profonda delusione» rispetto al rinvio, Maurmair chiede di capire le ragioni che hanno portato alla proproga che ha disatteso le richieste espresse dalla comunità «È una decisione che lascia l'amaro in bocca, a fronte dell'impegno di tante forze politiche e culturali. Ma non potevamo neanche illuderci di vincere subito. Questa non è la fine del nostro progetto, ma solo - annuncia Murmair - l'inizio di una battaglia che ci impegnerà nel futuro. Gli alpini ci hanno insegnato un motto fondamentale: mai molâ. Come Aclif e a nome di tutti i 132 sindaci che rappresentiamo continueremo a lottare in ogni campo per la dignità della lingua friulana».

«Il friulano deve avere stesse tutele delle altre lingue minoritarie»

«Siamo a conoscenza delle esperienze delle altre regioni con minoranze linguistiche e della particolare attenzione che viene data da parte della Rai e dello Stato - conclude Maurmair – ed esigiamo che il friulano non venga discriminato con livelli di tutela che non sono pari a quelli di altre lingue minoritarie».

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