Udine a luci rosse: ecco le strade della prostituzione in città

L'inchiesta di Udinetoday nelle vie del capoluogo friulano più frequentate dalle "lucciole". L'assessore Nonino: «Indispensabile comprendere il fenomeno della tratta»

Dall’Africa all’est Europa, fino alle strade di Udine per esercitare quello che, da sempre, è considerato il mestiere più antico del mondo: la prostituzione. Decine di ragazze continuano a passeggiare lungo vie e viali della nostra città, alimentando il mercato del sesso a pagamento: spesso, però, non si tratta di una scelta voluta, ma di un triste sfruttamento. Udinetoday ha monitorato il fenomeno esplorando le zone coinvolte. 

I luoghi
Il nostro giro inizia lungo via Tullio, a pochi passi dal centro storico, vicino all’ex caserma dei Vigili del Fuoco. Due ragazze sono ferme nella direzione di piazzale Cella, altrettante si trovano in viale delle Ferriere vicino al punto si sosta dell’autobus. Qui gli automobilisti transitano velocemente poiché la zona è abbastanza esposta, soprattutto a ridosso di piazzale Unità d’Italia. Ma la situazione cambia in via Ippolito Nievo: su entrambi i lati della carreggiata alcune donne straniere guardano incuriosite nell’abitacolo in maniera ammiccante. 

Poco più avanti, in via Battistig, è possibile assistere a continui “stop and go” da parte delle auto: diversi clienti, infatti, accostano la macchina ai margini del marciapiede e una o più ragazze si avvicinano al finestrino per contrattare la tariffa. Nel cuore di Borgo Stazione ne contiamo almeno cinque. In via Roma, invece, non c’è traccia. Altre due donne, meno giovani rispetto a quelle incontrate pochi metri prima, costeggiano le panchine di viale Leopardi. Due ragazze si trovano all’inizio di viale Palmanova e in prossimità di alcuni locali. Un’altra, invece, aspetta nella curva tra viale XXIII marzo e una delle arterie più famose della città: viale Trieste, in cui, su entrambe le direzioni, si fermano diversi automobilisti che fanno salire in macchina le prostitute (almeno tre, quelle notate nelle ultime settimane).  
A colpire, oltre alla giovane età delle ragazze, anche l’orario, abbastanza inusuale rispetto al passato: poco dopo l’arrivo del buio, infatti, le giovani e meno giovani escono allo scoperto a caccia di clienti. 

Un fenomeno da prevenire
«La prima cosa da fare è capire il fenomeno della tratta» – osserva l’assessore ai Diritti e all’Inclusione Sociale del Comune di Udine Antonella Nonino – «Svolgiamo un’attività a favore delle vittime del traffico: poiché esercitare la prostituzione non è illegale, è importante prevenire il fenomeno. Abbiamo infatti una convenzione con la Caritas nel “progetto farfalla” che coinvolge anche la Questura: in questo modo, chi denuncia lo sfruttatore accede a un sistema di protezione presso strutture sicure in cui si avvia un percorso riabilitativo sociale».

Ingresso regolare in Italia, poi la vita sulle strade
«Molte donne – afferma l’assessore – arrivano in Italia e in città in seguito a un percorso migratorio regolare, ma poi finiscono per strada contro la propria volontà. E proprio sulla strada è attiva un’equipe di contatto per comprendere le varie situazioni». 

«Non possiamo però parlare di un’emergenza – prosegue Nonino –. Il fenomeno, rispetto all’inizio degli anni 2000, è andato in calando sulle strade grazie anche all’attività di controllo delle Forze dell’ordine (la pattuglia notturna della Polizia Locale, come informa il Comandante Sergio Bedessi, effettua un controllo dinamico degli automobilisti che si fermano e ostruiscono la circolazione ndr). A preoccupare, semmai, è la prostituzione domiciliare, segnalata da cittadini e residenti che notano situazioni sospette».  

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