Cronaca

Massaggi hot: chiusa un'officina del sesso

Operazione congiunta di Polizia e Guardia di Finanza a Gorizia. Due gli arresti per induzione alla prostituzione. Sequestrato un immobile

Immagine d'archivio

I clienti del centro massaggi “Honk Kong” di via Trento 37/39 a Gorizia da oggi troveranno sulla porta l’avviso di chiusura per sequestro preventivo ordinato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gorizia e non potranno più ottenere quelle prestazioni, in larga parte di natura sessuale, per le quali frequentavano così assiduamente l’esercizio aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 23. La Squadra Mobile della Questura ed il Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno a lungo osservato e documentato l’intensa attività delle giovani “massaggiatrici” cinesi, talvolta coadiuvate anche dalla titolare, dedite a soddisfare le richieste dell’utenza esclusivamente maschile con prestazioni sessuali erogate a buon prezzo e con notevoli introiti.

Con questa motivazione si è proceduto anche all’arresto di L. S. di anni 48, titolare dell’esercizio commerciale da febbraio ad ottobre del 2016, quando è stato eseguito il primo sequestro preventivo dello stesso centro massaggi, sempre ad opera della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria, e del convivente W. S. di anni 58 formalmente dipendente del centro, ma di fatto gestore al pari della compagna nel
primo periodo d’indagine, febbraio – ottobre 2016, e gestore unico dal 24.10.2016 ad oggi.
 Risulta oltremodo preoccupante il particolare che, dopo il primo sequestro preventivo, il 10 novembre del 2016, i locali di via Trento, dissequestrati e restituiti ai proprietari goriziani, entrambi segnalati in stato di libertà all’A.G., siano stati riaffittati circa un mese dopo ad un’altra cittadina cinese, facendo di fatto riprendere l’attività gestita dai già noti L. S. e W S. Ne è prova l’utilizzo dello stesso numero di telefono cellulare intestato alla L. S. da chiamare per informazioni e la costante presenza di W. S., formalmente “dipendente” del centro, molto attivo nell’accogliere alla stazione ferroviaria le giovani ragazze da avvicendare, nell’ospitarle a casa propria e nel portare il cibo sul luogo di lavoro. Una vera e propria “industria del sesso”, ben collaudata e con la grande esperienza, maturata nel tempo sia da W. S., già titolare di un analogo centro a Padova, che da L. S., il cui cellulare compare non solo nelle locandine e negli annunci pubblicitari, ma pure su vari siti, veri e propri punti di riferimento nel settore. 

Otto centri massaggi già chiusi nella città giuliana e in provincia di Gorizia, otto custodie cautelari già eseguite, molti indagati, diverse perquisizioni e sequestri di ingenti quantitativi di denaro attestano quanto, a fronte di un’attività di contrasto molto attiva, sia sempre rilevante l’iniziativa economica cinese nel ricreare strutture e situazioni solo all’apparenza legali, di fatto paraventi per il meretricio praticato all’interno di esercizi pubblici. L’attività di monitoraggio del fenomeno legato alla prostituzione all’interno di tali strutture continua e non si escludono ulteriori sviluppi. Infatti, la Guardia di Finanza sta verificando e quantificando, attraverso un’attività di polizia economico-finanziaria, i proventi frutto della rilevante evasione fiscale, riconducibile alle attività illecite.

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