La Regione Fvg al lavoro per garantire i centri estivi: ecco le proposte

Oggi si è tenuto un incontro tra la Regione e i soggetti coinvolti nell'erogazione dei servizi

La notizia che famiglie, ragazzi, bambini ed educatori vorrebbero sentirsi dare è l'ok almeno dei servizi di centri estivi. A discuterne la Regione Fvg.

"Con il riavvio delle attività produttive è necessario riattivare i centri estivi e i servizi educativi per i minori da zero a 14 anni, per consentire ai genitori che riprendono la propria occupazione la possibilità di lasciarvi i bambini, altrimenti si rischia un'ulteriore perdita di posti di lavoro, soprattutto tra le donne. A tal fine la Regione ha avviato un dialogo con tutti i soggetti coinvolti nell'erogazione di questi servizi e trasmetterà al Governo, tramite la conferenza Stato-Regioni, le proprie indicazioni per la definizione del protocollo nazionale per la loro organizzazione sulla base delle misure di prevenzione della diffusione del Covid-19. Inoltre, la Giunta ha sviluppato alcuni provvedimenti, che si aggiungono ai congedi parentali straordinari e al bonus babysitter, che domani saranno sottoposti all'attenzione del Consiglio regionale e puntano proprio a garantire un importante supporto alle famiglie in questo momento complesso".

Lo hanno confermato il vicegovernatore della Regione Riccardo Riccardi e l'assessore a Lavoro e famiglia Alessia Rosolen, durante gli incontri con i soggetti gestori dei servizi per l'infanzia e i presidenti delle assemblee degli ambiti volti a definire le linee guida per la riattivazione dei centri estivi e dei servizi educativi, a partire dal mese di giugno.

La proposta

Nello specifico la Regione proporrà, oltre allo svolgimento dell'attività in nidi e scuole abitualmente frequentate dai bambini e all'attuazione di attività che favoriscano il distanziamento fisico, che il protocollo nazionale definisca il numero massimo di presenze a fasce d'età omogenee e ne stabilisca il rapporto educatore/bambini (da zero a 6 anni un educatore ogni 4 bambini, uno ogni 5 per più grandi, e un rapporto di uno a uno per i minori con disabilità). La Regione propone inoltre l'intensificazione della sanificazione di locali, spazi e bagni e un maggiore sfruttamento degli spazi all'aperto, ma anche l'accesso contingentato e scaglionato alle sedi da parte dei genitori e l'erogazione di pasti in monoporzione con materiali monouso.

I fondi

Durante l'incontro, al quale ha preso parte anche l'assessore allo Sport Tiziana Gibelli, Rosolen e Riccardi hanno spiegato che "per la riattivazione dei centri estivi e dei servizi educativi in tutta la regione, verranno chiesti specifici fondi al ministero della Famiglia e l'accesso agli istituti scolastici al Miur. Oltre alle risorse e alle sedi, è necessario avere linee guida chiare e definite sulle procedure per la riapertura in sicurezza dei servizi per i bambini, a partire dall'organizzazione degli spazi, dall'uso dei dispositivi di protezione e dal numero di educatori per ogni bambino. Parallelamente, la Regione destinerà alle famiglie i fondi per l'abbattimento delle rette e il sostegno alla frequenza dei centri estivi".

Le richieste

Nel corso della riunione, che ha fatto seguito a quella con le associazioni familiari durante la quale era stato auspicato il riavvio di questo tipo di servizi, il vicegovernatore e l'assessore hanno evidenziato che "è necessario il coinvolgimento e la collaborazione di Comuni, scuole paritarie, ufficio scolastico Regionale, Anci e anche del Coni per l'individuazione e la fruizione di spazi adeguati, anche sfruttando quelli delle scuole pubbliche che non riapriranno prima di settembre. Dobbiamo agire rapidamente - hanno aggiunto - perché la situazione contingente rischia di mettere in difficoltà in particolare le mamme, causando un calo dell'occupazione femminile e un'ulteriore riduzione delle capacità economiche di molte famiglie".

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Riavvio dei servizi

"Per il riavvio dei servizi ci muoveremo nel quadro di un'azione nazionale - hanno detto gli esponenti dell'esecutivo - ma è fondamentale iniziare la formazione degli operatori e famiglie per dare risposte alle domande sulle modalità operative per evitare l'eventuale diffusione del virus, sia tra i bambini sia tra gli educatori, e garantire un'offerta di servizi adatta alle esigenze delle famiglie seppur rimodulata sulle base delle linee guida che verranno elaborate dal Governo".

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