Aree pubbliche a disposizione e Slot Machine spente, così Progetto Innovare sulla fase 2

Aree pubbliche chiuse al traffico per esercenti ed eventi culturali; un portale per l’e-commerce cittadino, azzeramento dell’addizionale comunale sui redditi e slot machine spente. Ecco le proposte di Progetto Innovare per la fase 2 di Udine

Immagine d'archivio

“Accogliamo favorevolmente l’ipotesi di sfruttare gli spazi pubblici cittadini, soprattutto del centro, per agevolare la ripartenza delle attività economiche. Proseguendo con l’approccio propositivo e collaborativo che abbiamo adottato sin dall’inizio dell’emergenza, facciamo nostre le proposte avanzate nell’incontro di giovedì tra Giunta e categorie economiche. Ci teniamo, però, a fare la nostra parte, proponendo alcune misure che, nel rispetto della doverosa e necessaria prudenza da mantenere anche nella cosiddetta fase 2, sfruttino alcuni margini di flessibilità in maniera intelligente a favore delle categorie maggiormente colpite dall’emergenza.

Non certo la panacea di tutti i mali – commentano gli esponenti di Progetto Innovare – ma qualche contributo che speriamo gli amministratori possano far proprio a prescindere dalle appartenenze politiche, e possa venir replicato anche altrove, se funzionerà”.

Con queste parole Progetto Innovare stila una lista di propose per la fase 2 con lo scopo di sostenere cittadini ed attività commerciali locali.

Le proposte

1) Concessione automatica e collettiva degli spazi pubblici per lo svolgimento di attività senza bisogno di pratiche, autorizzazioni o burocrazie varie secondo le norme già definite dai regolamenti comunali per il decoro degli spazi pubblici. Il Comune potrebbe anche valutare di farsi carico dell’installazione di alcune tensostrutture in punti strategici, per facilitare lo svolgimento di attività all’aperto.

Le strade - proseguono da Progetto Innovare  - divengano immediatamente zone a disposizione delle persone, inibite al traffico e dove poter camminare nel rispetto delle distanze di sicurezza, con una corsia ciclabile a doppio senso al centro di ciascuna e numerosi portabici installati per evitare caos e intralci.

Inoltre, nella concessione di spazi e sgravi non ci si dimentichi delle categorie non strettamente commerciali, quali terzo settore, sindacati e CAF, associazioni culturali, ecc., anch’esse bisognose di poter ripartire con le attività, sfruttando per quanto possibile le aree all’aperto.

2) Potenziamento delle collaborazioni tra esercenti e tra artigiani, per esempio la condivisione di spazi, di canali di vendita, di servizi logistici con l'impotesi di realizzare una piattaforma e-commerce rigorosamente locale, che consenta a tutti gli esercizi di Udine di offrire prodotti con ritiro o consegna in tempi rapidissimi, e ai cittadini di sostenere attivamente il tessuto locale. Proponiamo anche già il nome: aUdine.it (Progetto Innovare ha già registrato il dominio e lo regalerà al Comune o a chi vorrà raccogliere quest’idea).

"Approfittiamone per far vivere le nostre città invece di lasciare campo aperto ai giganti degli acquisti online e ai mega centri commerciali"

3) Attività culturali in tutta la città per tutta l'estate, con teatro, cinema, musica nei parchi e nelle piazze, commissionati e garantiti dal Comune e dalla Regione, nel rigoroso rispetto delle misure di prevenzione dei contagi. Vanno opportunamente integrati gli stanziamenti comunali a riguardo e va avviata al più presto la programmazione. Si tratta del settore che ha iniziato a soffrire per primo delle misure restrittive, non si faccia l’errore di pensare che possa essere lasciato per ultimo.

4) La Regione si attivi subito per erogare i 2 mesi arretrati di cassa integrazione agli aventi diritto, se necessario anticipandola e notificando allo Stato la trattenuta di una pari partita di giro dall'IVA maturata nel territorio regionale. I problemi burocratici derivanti da doppi controlli Regione-INPS non possono e non devono venir scaricati sui cittadini.

5) Il Comune azzeri l'addizionale comunale sui redditi per tutte le attività del commercio e artigiane. Si tratta più che altro di un gesto simbolico, ma anche questo conta.

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L'appello

Infine, da Progetto Innovare una proposta forte: non si facciano più riaccendere le slot machine e simili. Se e chi in questi mesi è riuscito a liberarsi di una dipendenza da gioco d’azzardo patologico non deve essere “lasciato libero di ricaderci”. Inoltre, vien da sé che consentire ai clienti di occupare per lunghi periodi di tempo gli spazi slot all’interno dei locali sarebbe deleterio – e forse anche impossibile – per gli esercizi che ospitano le macchinette e che dovrebbero quindi rinunciare all’ingresso di altre persone.

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