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Black out in montagna, c'è una proposta di legge

I consiglieri regionali Marsilio e Revelant hanno ritengono necessario intervenire con una serie di costanti manutenzioni di infrastrutture per viabilità, linee elettriche e di telecomunicazione

I consiglieri regionali Roberto Revelant (Autonomia Responsabile) e Enzo Marsilio (Pd) hanno elaborato una proposta di legge per risolvere i disservizi presenti nelle montagne friulane durante il maltempo

E’ improrogabile la necessità di affrontare una volta per tutte le problematiche legate ai Black out della montagna – si legge in una nota –, ma non solo, ponendo rimedio ad una lunga serie di interruzioni di fornitura dell’energia elettrica, di chiusura di strade, di molti disservizi sempre più frequenti causati dalle avversità atmosferiche, quali per esempio le abbondanti nevicate, forte vento o alluvioni.”
 
Questa sollecitazione arriva dopo quelle legate allo sghiaiamento dei fiumi, in queste ore di nuovo a rischio esondazione se non già esondati, e che potrebbe aggravarsi se i venti di scirocco si intensificheranno provocando lo scioglimento dell’abbondante neve caduta tra i monti nelle ultime ore ed abbinata al persistere di precipitazioni piovose. I consiglieri si appellano all’intero Consiglio Regionale per fare presente la gravità della situazione: 

La montagna – proseguono – vive un’altra giornata assai critica per le abbondanti nevicate, resa ancor più grave dalla pesantezza della neve depositata sulle piante che invadono o occupano le strade limitandone la percorrenza. E’ venuto il momento che l’intero Consiglio Regionale prenda consapevolezza di cosa significhi vivere in montagna e di tutti i disagi che quotidianamente i cittadini devono affrontare.”

In cosa consiste, quindi, la proposta di legge? 
 
“Abbiamo predisposto una proposta di legge credo risolutiva – spiegano Revelant e Marsilio - orientata alla manutenzione costante delle fasce di rispetto delle infrastrutture e viabilità principali, oltre alle linee elettriche e di telecomunicazione. Viene resa obbligatoria la potatura delle piante per l’ente gestore delle infrastrutture o per le aree pubbliche o private interessate da tale area di rispetto, nel caso questo non avvenisse la Regione dopo un primo sollecito potrebbe intervenire direttamente addebitandone il costo a chi vi avrebbe dovuto provvedere.”

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