Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Ferrovia interrata e dismissione dei passaggi a livello: prende forma la Udine del 2050

Da un incontro online è emersa la disponibilità di RFI: ora la Regione Friuli Venezia Giulia farà da regia per capire la fattibilità del progetto

Il futuro è ora, verrebbe da dire dopo la riunione sul progetto Udine 2050. A trovarsi online sono stati il primo cittadino Pietro Fontanini, l’Assessore alle infrastrutture e territorio della Regione FVG Graziano Pizzimenti, il responsabile della direzione commerciale di RFI - Sviluppo e commercializzazione territoriale Nord Est Carlo De Giuseppe, Giuseppe Romeo, referente RFI per i progetti Venezia e Brennero, Patric Marini, project manager RFI, Alessandro Papparotto, esperto in energie rinnovabili, project financing, finanziamenti europei, e Luca Vittori, esperto di infrastrutture viarie di Fvg Strade. 

Il progetto

Il progetto prevede l'interramento della linea ferroviaria che attraversa Udine entro il 2050. Un progetto che è stato messo a punto dall'Università di Udine e prevede appunto l'interramento dei binari dall’ex Safau fino all’ex scalo di via Buttrio e il conseguente recupero di 15,8 ettari di terreno in stato di abbandono. Ovviamente l'operazione prevede un investimento corposissimo, che sarebbe possibile sostenere solo con i fondi del Recovery Fund europeo. 

«Questo incontro - ha commentato il Sindaco - rappresenta il primo passo del percorso che porterà all’avvio del Progetto Udine 2050, grazie al quale la nostra città nei prossimi anni cambierà radicalmente volto attraverso la valorizzazione da un punto di vista economico, sociale e ambientale di interi quartieri oggi marginalizzati, il recupero delle aree dismesse nelle quali troveranno spazio abitazioni e servizi alla persona, e la creazione di infrastrutture e tecnologie all’altezza del ruolo centrale e strategico che Udine ha nell’ambito degli equilibri commerciali dell’Europa continentale». 

Dalla riunione online sono emersi diversi aspetti. «Il primo riguarda il fatto che RFI abbia apprezzato il progetto, simile ad altri attualmente in fase di realizzazione in città riconducibili alla nostra per estensione e numero di abitanti, e si sia detta disponibile a entrare al più presto nel merito; il secondo riguarda la compatibilità di Udine 2050 con gli investimenti oggi in essere, a partire dai 50 milioni, cui se ne aggiungeranno altri 200, destinati dall’azienda al raddoppio della cintura esterna sulla quale verrà dirottato tutto il traffico che oggi attraversa la città tagliandola letteralmente in due».

Rivendicazioni

Nell'apprendere dell'incontro tra sindaco di Udine e RFI, nei giorni scorsi si sono mobilitati i componenti cittadini del Movimento 5 Stelle per rivendicare la partenità elettorale dell'idea, dato che il progetto era inserito nel loro programma per le elezioni comunali del 2018, così come la "dismissione dei passaggi a livello e l'attivazione del processo di riuso e riqualicazione dell’area liberata dal sedime ferroviario con progetto partecipato di mobilità pedonale e ciclabile" era uno dei punti del programma del centrosinistra.

«Il sindaco Fontanini si fa bello con un progetto dell'Università di Udine che, GUARDA CASO, somiglia tanto al progetto pilota del nostro programma elettorale 2018-2023, elaborato dall'architetto Luca Vignando e denominato "Udine: Agenda 23". Prima ci deridono, poi ci ignorano e infine ci copiano», scrivono sulla pagina Facebook "Meetup "Udine 5 Stelle". La ragione, però, in questi casi sta sempre dalla parte di chi agisce e se Fontanini porterà a termine anche questo progetto, poco importa chi ha avuto per primo l'idea, sarà il sindaco che ha trasformato Udine in una città più vivibile e a misura di persona. 

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