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Profughi: condizioni igieniche precarie, sgomberato ex centro islamico

Problemi di salute per 7 immigrati. In questi giorni vi dormivano 29 adulti e 4 minorenni. La struttura era già stata svuotata lo scorso ottobre dopo il divieto imposto dal sindaco di Udine. Honsell contro Torrenti: "Non accetto il modello utilizzato a Gorizia. Bisogna assicurare a queste persone un'accoglienza dignitosa"

Carabinieri e Polizia locale hanno fatto sgomberare il fatiscente ex centro islamico di via del Vascello dove 33 tra profughi e immigrati clandestini afgani e pachistani, tra i quali quattro minorenni, dormivano in condizioni igieniche molto precarie. Tra i migranti, soltanto sei erano gia' stati identificati in precedenza dalle forze dell'ordine.

Lo sgombero dalla struttura, alla quale il sindaco aveva disposto da tempo il divieto di accesso, e' cominciato poco dopo le 8 in seguito alle telefonate di una residente nella zona. Sette immigrati sono stati accompagnati per accertamenti nelle strutture sanitarie della zona, per problemi di salute.

Il problema dei richiedenti asilo ogni giorno che passa mette a dura prova il capoluogo friulano. Questo il commento del primo cittadino: “Se il modello di accoglienza è quello di Gorizia io non lo accetto. Come sindaco ho cercato di fare tutto quello che era nelle mie possibilità ma ritengo che sia una questione di civiltà, per una regione come la nostra, garantire a queste persone una sistemazione più dignitosa di quella nella quale sono costretti a vivere in questo momento. L'assessore Torrenti deve accettare di mettere a fuoco questa problematica anche con gli organi di governo, perché stiamo parlando di un'emergenza che è ormai un flusso continuo e proprio per questo ha bisogno di essere affrontata in maniera sistematica”.

 " Mi spiace che l'assessore Torrenti rilasci dichiarazioni insinuando un'incapacità di mettersi d'accordo mentre gli sfugge la vera questione e cioè che il flusso dei migranti è cresciuto ed è destinato a crescere ancora – prosegue Honsell –. Tutti i richiedenti asilo che vengono fermati sul territorio provinciale vengono dirottati a Udine, dove però molti sono costretti a vivere sotto la pioggia e sotto i portici, in attesa che si liberino alcuni dei 300 posti disponibili. Alla caserma Cavarzerani, pur avendo chiesto personalmente che venisse posizionato almeno un bagno chimico per ogni tenda, al momento ci sono solo quattro bagni per 15 tende e 130 persone e non c'è acqua corrente nonostante io abbia contattato direttamente il Cafc. Allo stesso modo per quanto riguarda i rifiuti ho chiesto alla Net di intervenire. Se l'assessore Torrenti paragona la situazione di Udine a quella di Gorizia forse non si è reso conto che quest'ultima non era certo un modello, o certamente non è il mio. Inoltre, come ho detto più volte, il fenomeno delle migrazioni via mare è profondamente diverso da quello delle migrazioni via terra”.

Il problema, per il sindaco di Udine, è organizzarsi sul piano pratico affinché il flusso non venga gestito continuamente in emergenza. “Non è un problema di mettersi d'accordo, serve qualcuno che si occupi operativamente e a tempo pieno di un'emergenza che ormai si è trasformata in un flusso continuo – sottolinea Honsell –. Tanto per fare un esempio, abbiamo installato un palo della luce affinché l'erogazione di energia elettrica all'interno della Cavarzerani non interferisse con le attività dei condomini, ma ancora adesso la protezione civile non ha reso operativa questa soluzione. Invito l'assessore Torrenti a visitare, intorno alle 10 di sera, i portici di viale Ungheria. Se anche allora riterrà che questa sia una situazione normale, che non richiede un intervento straordinario, significa che abbiamo due concetti molto diversi della gestione di questa migrazione”.

03 Profughi Migranti Clandestini Udine Friuli-2

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