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Profughi, in piazza Libertà una conferenza stampa all'aperto. Honsell: "Udine è satura e non può accoglierne altri"

Si è tenuta stamattina da parte dell'associazione 'Ospiti in arrivo'. Ma è intervenuta anche la Lega Nord e una folla di curiosi. Intanto, tra le varie polemiche, si cerca una soluzione

Dopo la notte trascorsa dai profughi sotto la loggia del Lionello, si è tenuta - in piazza Libertà - una vera e propria conferenza stampa all'aperto con i volontari dell' Associazione 'Ospiti in arrivo'. Al seguito della conferenza diverse persone, tra politici locali e curiosi, si sono radunate in piazza.

L'associazione è rappresentata da un insieme di volontari e si sta cercando una soluzione. Il sindaco Honsell, nel frattempo, ha fatto capire che il Comune non ha possibilità di intervenire.

Angela Lovat, di 'Ospiti in arrivo' ha dichiarato che "a mezzanotte e mezza non era stata trovata una soluzione per i richiedenti di protezione internazionale: si tratta di un flusso continuo da parte di chi proviene da Pakistan e Afghanistan. Si arriva a Udine perchè la Questura si trova a Udine, quindi per formalizzare devono arrivare qui: se cercano di spostarsi in altre città, sono comunque rimandati a Udine, poichè le pratiche sono iniziate qui. Manca un'accoglienza preventiva, che abbia i posti prima che si accumulino sul territorio. Il sindaco non ha competenza: la competenza, riguarda la Prefettura. La città di Udine ha esaurito i posti, per cui ci si dovrà rivolgere ad altre città e paesi. Questo è quello che si dovrà fare e si farà".

Sul luogo è intervenuto anche Alessandro Ciani, il vice segretario regionale della Lega Nord: "Oggi abbiamo avuto un ottimo esempio su come rivitalizzare il centro di Udine. 40 profughi sono un'ottima idea per ridare vita alla città che sta morendo. La soluzione è fare i respingimento e fare asilo politico anche nei loro paesi. Nulla da dire a chi scappa dalle guerre: è una bassissima percentuale che ottiene l'asilo politico e ottiene i diritti di accoglienza. Dobbiamo mettere delle pattuglie: siamo l'unico paese che li accoglie, che usa le navi della Marina Militare per accogliere invece di respingere. Sappiamo benissimo che dall'Austria sono respinti e li mandano qui: non abbiamo neanche i soldi per aiutare gli italiani in difficoltà. Non vogliamo chiudere i confini ma valutare le domande di asilo politico nel loro paesi. Dobbiamo solo adeguarci a ciò che fanno gli altri paesi europei: accordi con gli Stati di provenienza, come aveva fatto l'ex ministro Maroni".

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Udine Furio Honsell: "Si tratta di una situazione che abbiamo denunciato già un anno fa. C’è un flusso costatante di richiedenti asilo che vengono dall’Austria e se il Ministero dell’Interno non fa nulla per fermarli, allora deve provvedere a come queste persone vengono gestite durante l’espletamento delle pratiche per la richiesta di asilo. Udine accoglie già 160 di queste persone. Il capoluogo friulano è quindi ora saturo e non può più accoglierne altre. Di conseguenza, il Ministero si metta d’accordo con altri Comuni perché le accolgano affinché si possa attivare un sistema di accoglienza diffusa sul territorio.
Un’altra proposta, infine, potrebbe essere che la Questura metta un centro di identificazione a Tarvisio perché l’identificazione sia possibile in loco senza farli arrivare fino a Udine”.

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