Nogm denuncia: "La legge deve essere uguali per tutti, anche per i coltivatori di ogm"

La reazione dell'associazione Nogm alla decisione della Procura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

La Procura di Udine ha deciso di non fare alcun sequestro o altro tipo di intervento sul terreno di Colloredo di Monte Albano in cui Giorgio Fidenato, leader di Futuragra, ha piantato mais Mon810. Lo stesso agricoltore non ha ottemperato all'ordine di distruzione forzata delle colture. Lo scorso 9 luglio Fidenato, assieme a una sessantina di agricoltori, ha impedito in maniera pacifica agli agenti della forestale di distruggere il raccolto. (ANSA)" ;

Il presidente dell'Associazione Nogm dott. Franco Trinca, nutrizionista clinico, ricorda che attualmente la coltivazione in Italia del mais ogm MON810 è vietata da ben 3 normative: il Decreto interministeriale del 12 Luglio 2013, il Decreto Legge n. 91 del 24 Giugno scorso che prevede l'arresto da 6 mesi a 3 anni per i trasgressori, nonché la Moratoria di 1 anno per il mais ogm inserita nella Legge regionale del FVG n. 5 del 2014.

A queste chiare e rigide normative, si deve aggiungere: un'Ordinanza del Corpo Forestale regionale, peraltro non ottemperata dal destinatario, che intimava a Giorgio Fidenato di distruggere la coltivazione illegale di mais ogm; tre recenti sentenze, una del TAR del Lazio l'altra del Consiglio di Stato e l'ultima del TAR del FVG che in modo convergente hanno rigettato i ricorsi e agli appelli presentati dallo stesso Fidenato contro le suddette normative di divieto di coltivazione di mais ogm.

Ciò nonostante le coltivazioni incriminate sono ancora sul campo, salvo un piccolo appezzamento a Mereto di Tomba (UD) bonificato la scorsa settimana dal Corpo Forestale del FVG; mentre a Colloredo di Montalbano l'esecuzione dell'Ordinanza è stata arrogantemente impedita da Fidenato e da altri suoi sostenitori che presidiavano il campo.

Di fronte a questa inaudita arroganza, per ora impunita, l'Associazione Nogm denuncia il rischio che, l'apparente inerzia o comunque l'inefficace intervento delle Autorità regionali e della Magistratura, possano suscitare in alcuni ambienti di opposizione radicale e "attiva" agli OGM, l'alibi per una reazione unilaterale del tipo "farsi giustizia da sé", senz'altro criticabile e da dissuadere, ma sotto certi punti di vista "comprensibili".

Al fine di prevenire ed evitare che la situazione degeneri dal punto di vista dell'ordine pubblico, il presidente di Nogm ha inoltrato oggi stesso un esposto alle procure di Udine e di Pordenone, nonché alla procura generale di Trieste e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, ai ministri della giustizia, dell'ambiente e dell'agricoltura, alla presidente della Regione Fvg e all'assessore all'agricoltura, chiedendo che le autorità locali, nazionali e soprattutto la magistratura, intervengano di concerto per reprimere la grave illegalità in atto, che minaccia fra l'altro di contaminare col polline ogm l'ecosistema e le coltivazioni convenzionali e biologiche, imponendo l'esecuzione dell'ordinanza di bonifica con l'ausilio della forza pubblica.

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