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Sacerdote omosessuale adesca i suoi partner sul web

La storia ci è stata raccontata direttamente da uno dei ragazzi coinvolti dall'ecclesiastico. Il tutto ha avuto luogo in un centro della Bassa

Un sacerdote omosessuale che adesca partner sul web spendendo senza problemi la sua immagine, un grosso centro della Bassa Friulana dove esercita la sua attività e una rete paesana di protezione e tutele che ha cercato in tutti i modi di far sì che la cosa non emergesse, organizzando di fatto un rito collettivo - visto che di messe si parla - di posizionamento della testa sotto la sabbia. Non è la trama di una pruriginosa commedia all’italiana degli anni ’70, ma una storia vera e verificata. Se a Staranzano il parroco del paese - don Francesco Fragiacomo - in questi giorni ha invitato il capo scout a non svolgere più il suo ruolo di educatore dopo essersi sposato con il suo compagno, e aver quindi palesato la sua omosessualità, un po’ più a sud una questione legata a logiche simili ha avuto uno sviluppo differente. Il racconto ci è arrivato direttamente da un ragazzo - maggiorenne - tra quelli contattati dal religioso, e dallo svolgimento della vicenda si evince che nei confronti della tematica l'istituzione ecclesiastica ha più di qualche aspetto da chiarire e da chiarirsi.

LA STORIA. «Ero iscritto a Grindr, un portale per adulti per fare conoscenze omo - ci racconta il nostro testimone - ed essendo tornato in zona, dopo un periodo fuori provincia, volevo incontrare qualcuno. Sulla piattaforma è possibile geolocalizzare le persone disponibili, ovvero vedere a quanta distanza stanno da noi. Sono stato contattato da questo profilo, vicinissimo a me - poche centinaia di metri - e così ci siamo messi in contatto. Appena vista l’immagine dell’accout sono rimasto basito, perché ho subito riconosciuto il prete del paese».

LE REMORE. A quel punto il nostro interlocutore si insospettisce, vista anche la natura fittizia dei profili che può garantire il web. «Ho immaginato che potesse essere un fake, ma il modo in cui circostanziava tutto mi portava a pensare che fosse davvero lui. Nonostante questo non ci volevo credere! In un ambiente così conservatore come quello del posto in cui vivo è una sorta di paladino: dei ragazzini, delle famiglie, dell’oratorio che ha rilanciato alla grande appena arrivato. Un ragazzo giovane e giovanile, che sa farsi apprezzare».

LE INDAGINI. «Le perplessità - ci racconta il testimone - sono però servite a poco, perché ha continuato a scrivermi incuriosito. A quel punto ho deciso di vederci chiaro, e ho organizzato un incontro con lui in un paese a una dozzina di chilometri, un posto dove difficilmente sarebbe andato se non per incontrarsi con me. In quel caso però non mi sono presentato io, ma ho mandato un’amica (che lo conosce bene) per verificare, e lo ha trovato esattamente dove io gli avevo chiesto di presentarsi, dando quindi la conferma di essere lui».

IL SEGUITO. «Dopo quell’episodio interruppe bruscamente i rapporti con il mio profilo - essendosi di certo insospettito - ma a quel punto mi sono deciso a smascherare la sua ipocrisia. Così un giorno mi sono presentato di fronte a lui, con tanto di registratore in tasca al seguito, in un bar del paese, per chiedergli conto della sua attività e vedere come si giustificava. Sappiamo che la chiesa ha un’opinione ben definita sia dell’attività sessuale degli ecclesiastici che di chi ha un orientamento come il nostro, e volevo sapere come possa convivere con tutto questo. Ha bofonchiato un po' di parole, cercando qualche giustificazione, ma sostenendo alla fine che la cosa conta poco, perché lui non si vede in nessun altro ruolo se non in quello di prete. Sembrandomi assurda una presa di posizione del genere sono anche andato in curia per segnalarlo, e per un po’ non si è fatto vedere in paese. Si diceva fosse impegnato con degli studi in una città vicina, ma poi è tornato tranquillamente al suo posto».

LE REAZIONI. «Il paese non è grande e - come accade sempre in queste occasioni - le voci si sono diffuse e rincorse. Le cose non sono però di certo cambiate in alcun modo. Il prete - chiude il nostro interlocutore - sarà certamente più attento a non rivelarsi con il prossimo, ma di certo  non potrà reprimere i suoi istinti».

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