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No allo sfruttamento degli animali, la protesta davanti al Circo Orfei

Doppio presidio, ieri, davanti al tendone montato nel parcheggio dello stadio Friuli. La protesta è stata organizzata da 3 associazioni: Lav, Oipa e Animalisti italiani. Sotto accusa lo sfruttamento degli animali e la concessione dei contributi pubblici

Come annunciato, ieri pomeriggio attorno alle 15.30 e alle 17.30, si sono tenuti i primi due presidi davanti al tendone del Circo Rolando Orfei allestito nel parcheggio sud dello Stadio Friuli. La protesta, organizzata dalle sezioni udinesi di Lav (Lega Anti Vivisezione), Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione animali) e Animalisti italiani, è scattata in concomitanza con l’inizio degli spettacoli e ha portato circa una trentina-quarantina di persone vigilate comunque a distanza dagli uomini della Polizia e dei Carabinieri. Questi alcuni degli slogan mostrati con decine di cartelli e striscioni agli spettatori in fila alla biglietteria del circo : "Il tuo divertimento è la loro sofferenza", "Animali del circo, schiavi senza voce", "Insegna a tuo figlio il rispetto per gli animali", "Il tuo biglietto è il prezzo della sua sofferenza" e "Non essere complice dello sfruttamento e della schiavitù". Immancabile anche la celebre frase di Gandhi: "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”".

"Durante il nostro presidio, organizzato dalle 15 alle 16 assieme agli Animalisti italiani, abbiamo utilizzato il megafono - ci ha spiegato Ethel Clair, una referente della Lav di Udine- . Noi animalisti, infatti, vogliamo dare la voce a chi voce non ce l'ha, ovvero gli animali prigionieri del circo. Eravamo circa una trentina e abbiamo gridato slogan come "Gabbie vuote" e "Animali liberi". Con noi avevamo anche dei cartelloni con delle scritte che riportano l'attenzione su quello che realmente accade dietro ad un tendone del circo, dove gli animali vengono obbligati con la forza o le privazione del cibo a imparare degli esercizi etologicamente incompatibili con la loro natura.  Al megafono abbiamo inoltre sottolineato come e con quanti soldi pubblici vengono finanziati i circhi da parte dello Stato. Abbiamo altresì invitato l'Amministrazione Pubblica a prendere in esame le linee guida della CITES del 2006 affinché vieti l'attendamento con circhi che hanno al proprio seguito gli animali elencati nelle linee guida stesse, incompatibili con la vita itinerante del circo".

Alla voce della Lav e degli Animalisti italiani si è aggiunto, invece, il silenzio del secondo presidio tenuto da Oipa. "Il nostro presidio è silenzioso perchè rappresentiamo il silenzio agghiacciante della schiavitù nelle gabbie - ci ha spegato Jennyfer, a nome dell'Oipa -. Mentre attraverso i nostri cartelli invitiamo le persone a riflettere sul fatto che gli animali appartengono ai loro habitat naturali e nessuno di noi ha il diritto di privarli della libertà né tantomeno di sottoporli a ciò che viene definito "addestramento" mediante fruste o simili al solo scopo di ottenere che essi compiano azioni profondamente contrarie alla loro natura. Inoltre - ha aggiunto-, riteniamo che lo spettacolo circense, che coinvolge gli animali, sia profondamente diseducativo poichè mostra ai bambini questa condizioni di schiavitù e sottomissione alla quale non deve essere sottoposto alcun essere vivente".

Questa la replica di una delle maestranze del circo raccolta dal collega Alessandro Cesare sul "Diario di Udine": "Non capisco le ragioni della protesta visto che gli animali non sono maltrattati ma tenuti bene. Gli animali per noi rappresentano un valore aggiunto per il nostro spettacolo, sarebbe controproducente maltrattarli".

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