Turismo, il malcontento del Friuli Venezia Giulia per le poche risposte dello Stato

A dichiararsi preoccupato è l'Assessore regionale alle Attività Produttive Sergio Emidio Bini: "nin regione cresce il malcontento degli operatori di categorie tra quelle più fortemente penalizzate dalla quarantena obbligatoria"

C'è forte preoccupazione, da parte dell'assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, per i ritardi del Governo nell'intraprendere le decisioni legate alla ripartenza delle attività turistiche

Nell'aprire gli interventi della seduta della Commissione turismo della Conferenza delle Regioni italiane, Bini ha evidenziato che a quasi due settimane dal precedente incontro in videoconferenza, al quale ha partecipato il ministro Franceschini, da parte dello Stato non vi è stata alcuna indicazione o certezza sui tempi, sulle modalità della riapertura delle attività del settore turistico e tantomeno sull'entità e i tempi di erogazione delle somme che il Governo ha annunciato di voler stanziare a fronte della crisi. L'assessore ha quindi confermato che anche nel Friuli Venezia Giulia sta levitando il malcontento degli operatori di categorie tra quelle più fortemente penalizzate dalla quarantena obbligatoria e dal blocco delle attività imposto dallo Stato.

Il malcontento

Malcontento motivato non dalla necessità di mettere in sicurezza i cittadini, come giustamente stato fatto finora, bensì dall'assoluta mancanza di certezze, e tantomeno di valutazioni e ipotesi, su come e quando si potrà ripartire. "E questo - ha sottolineato - a pochi giorni dalle date che avrebbero segnato l'apertura della stagione turistica estiva, impedendo di fatto agli operatori di programmare le loro attività e progettare un percorso, sia pure ridotto dalla situazione contingente, di uscita dal blocco in atto, per cercare di cominciare ad affrontare, e poi valicare, la crisi". 

Mancate risposte

Bini si è detto preoccupato non soltanto dalle mancate risposte alle rassicurazioni fornite nella precedente riunione della Commissione della Conferenza delle Regioni da Franceschini, ma anche dal fatto che proprio nei giorni scorsi, in un'intervista, "il Ministro non ha fatto altro che riconfermare l'assoluta assenza di quelle risposte e della programmazione tanto attesa". "Tutto questo - ha aggiunto - forse proprio perché nella task force dello Stato per affrontare l'emergenza pandemia, tra i diciassette tecnici nominati non vi è alcun rappresentante del settore turistico, né del commercio". 

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Chiarimenti

Bini ha infine concordato con la proposta di incaricare il coordinatore della Commissione della Conferenza delle Regioni, l'assessore al turismo della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, di avere un incontro urgente con il ministro Franceschini per un chiarimento definitivo e per poter cominciare a dare certezze agli innumerevoli operatori e ai lavoratori del settore che sono tutt'ora in attesa di risposte chiare da parte del Governo.  "La Regione Friuli Venezia Giulia - ha precisato Bini - c'è e farà la sua parte accanto a tutte le altre Regioni italiane che condividono oggi le nostre serie perplessità. Ma senza un'azione precisa e concreta dello Stato - ha concluso - esse, da sole, non potranno supportare adeguatamente le nostre aziende in un momento di così grave difficoltà".

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