Cronaca

Alberghi: al mare e in montagna prenotazioni giù del 30%. "Mancano gli eventi"

La presidente di Federalberghi, Paola Schneider: «Alcuni alberghi stanno ancora pensando se riaprire. Il rischio è di alzare le serrande e ritrovarsi poi con il bilancio in disordine»

Mare e montagna, ma anche città: le prenotazioni negli alberghi del Friuli Venezia Giulia non decollano. «Al mare si è al 20-30% delle prenotazioni rispetto a quelle abituali del periodo, in montagna le richieste di informazione sono molte, ma le prenotazioni le sta assicurando lo zoccolo duro e in città i pernottamenti per il business si vedranno forse a settembre».

La situazione

È lo sguardo sul settore della presidente di Federalberghi, Paola Schneider, alla vigilia della stagione estiva 2020, fortemente influenzata dalle conseguenze della pandemia da Covid-19. «In alcuni casi, sia in montagna che al mare, gli operatori stanno ancora valutando se aprire i battenti o non farlo proprio – aggiunge -. Altri apriranno di sicuro ma – sottolinea – la preoccupazione è di affrontare una stagione che potrebbe lasciare pesanti ripercussioni sui bilanci».

Mare e montagna

Una situazione, dunque, ancora di incertezza che implicherebbe un’attenzione in più da parte delle istituzioni rispetto alle misure di sostegno che sono già state varate o che si stanno per rendere operative. «In montagna – esemplifica Schneider –, il sistema turistico è molto fragile, con alberghi che per dimensioni e posti letto non riescono a fare massa critica. È sufficiente che chiudano un paio di strutture perché tutto un sistema di servizi vada in crisi. Un’attenzione maggiore sarebbe necessaria». Sul litorale il problema è diverso, perché i numeri sono altri. Tuttavia, spiega la presidente, «se diverse realtà non apriranno, si porrà il problema di molte persone che non avranno lavoro. È vero che fino a fine agosto non si può licenziare, ma non ci sono solo i dipendenti. Diverse figure di collaboratori si trovano in una posizione per cui ad oggi non hanno avuto alcun sostegno. A ciò s’aggiunge un futuro molto precario».

Le regole

Per ora resta l’auspicio che le notizie incoraggianti sul fronte sanitario facciano tornare la voglia di muoversi e di vacanza. Un timido segnale in questo senso è venuto negli scorsi week end soleggiati dai pendolari che si sono riversati in montagna. Gli albergatori, però, sono in attesa di verificare se davvero i monti del Friuli Venezia Giulia saranno visti come luoghi dove mantenere la distanza sociale non comporta fatica.

Gli eventi

Ciò che invece è sentita già come esigenza, afferma Schneider, «è la ripresa di manifestazioni ed eventi sul territorio, anche quelli a carattere enogastronomico, particolarmente apprezzati dagli ospiti. Se, infatti, con il prosieguo della stagione i turisti arriveranno – considera –, questi vorranno avere delle proposte che diano un valore aggiunto al soggiorno. Noto, invece, un ritiro generalizzato. Bisognerebbe supportare, anche motivando, i tanti soggetti organizzatori del territorio. Non possiamo fermarci, dobbiamo andare avanti».

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