Artista friulano premiato sulle orme di Jackson Pollock

Nicola Toffolini è riuscito ad aggiudicarsi una borsa di studio del Pollock-Krasner Grant, premio della fondazione americana istituita in onore di Lee Krasner e Jackson Pollock

L'opera di Nicola Toffolini "Grovigli elastici su Wunderkammer"

Nicola Toffolini, nato a Udine nel 1975 e, ora, residente a Firenze, è riuscito ad aggiudicarsi con la propria arte la prestigiosa borsa di studio dalla fondazione americana Pollock-Krasner Grant, nata per onorare le eredità artistiche di Lee Krasner e Jackson Pollock.

In ricordo

Lee Krasner, pittrice pioniera dell'espressionismo astratto, con il compagno Jackson Pollock e altri artisti formatisi negli anni della Grande Depressione americana, ha usufruito per diversi anni del sostegno finanziario del Federal Art Project, che ha permesso agli artisti selezionati di portare avanti la propria ricerca. Proprio nel ricordo di questi vantaggi professionali ricevuti, Lee Krasner, consapevole della mancanza di queste opportunità nel mondo dell'arte contemporanea, nel pianificare la sua eredità ha immaginato un'organizzazione di beneficenza che avrebbe svolto una funzione simile: alleviare l'onere finanziario per artisti professionisti in modo da aiutarli a far progredire il loro lavoro.

La fondazione

Da qui, la nascita della fondazione americana Pollock-Krasner Grant, che garantisce agli artisti selezionati un supporto professionale ed economico fondamentale per concentrarsi sulla propria ricerca, coprendo costi di produzione, acquisto di materiali artistici e professionali, ma anche l'affitto di uno studio, spese personali e mediche.

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(Una delle opere di Toffolini: "Stralcio da taccuino progettuale: studio erosione")

L'artista

Nicola Toffolini, quindi, si è aggiudicato un contributo economico di 30mila dollari. Attivo da molti anni nel campo dell'arte visiva, del design e del teatro con un linguaggio insieme arcaico e contemporaneo attraverso progetti che integrano materiali artificiali e tecnologici con elementi organici, i suoi lavori - installazioni e disegni di grandi dimensioni - hanno spesso un approccio scientifico volto alla realizzazione di opere-dispositivo che indagano l’impatto dell’agire umano sul mondo, in particolar modo sull’ambiente naturale. I suoi taccuini, invece, registrano in maniera minuziosa le fasi evolutive dei suoi progetti, mescolando volontà analitica, rappresentazione naturalistica e invenzione artistica. Affascinato dai confini tra sapere e immaginazione, realtà e visionarietà, la sua ricerca artistica si muove all’interno di un realismo visionario che vede artisti, scienziati e teorici ripensare le forme del mondo. Il progetto teatrale Cosmesi – dal 2003 condiviso da Toffolini con l'attrice e performer Eva Geatti - si propone di trascendere la forma spettacolo a favore di un’indagine della scena come dispositivo, del teatro come libero luogo di coinvolgimenti ed esperimenti dell’immaginazione visiva e performativa.

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(Foto di Claudio Pascarelli)

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