Attacco terroristico a Vienna, il sindaco di Udine: "E l'Italia accoglie tutti"

Post di vicinanza alle vittime e ai viennesi arrivano da tutto il mondo. Il primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini, sceglie di attaccare il sistema di accoglienza europeo e italiano

Il post del sindaco di Udine Pietro Fontanini dopo l'attentato a Vienna

Non si è lasciato sfuggire l'occasione, il primo cittadino di Udine Pietro Fontanini, di parlare dell'attacco terroristico di Vienna, del quale si sa ancora molto poco. Il sindaco del capoluogo friulano lo ha fatto con un post su Facebook, nel quale punta il dito sul sistema di accoglienza italiano. Da larga parte della politica mondiale arriva, sempre via social, la vicinanza all'Austria e alle vittime dell'attentato. 

Il post

I TERRORISTI ARRIVANO CON I BARCONI DA TUNISI
In un ‘Europa già sotto pressione per il coronavirus, alla vigilia di un lockdown generale, attacchi terroristici seminano terrore e morte prima a Nizza e poi a Vienna. Paure che si sommano e si moltiplicano in un’Europa già spaventata per il Covid e la crisi economica.
E l’Italia cosa fa? Accoglie tutti, anche chi non scappa da guerre e persecuzioni. In piena pandemia, continuano a sbarcare a Lampedusa in migliaia. Di questi poi molti fanno perdere le loro tracce. 
E la rotta balcanica? Chi sono le persone che stiamo ospitando?

L'attentato di Vienna

Quattro persone sono morte in più attacchi coordinati nella capitale austriaca ieri sera: le vittime sono tre civili e un attentatore. Numerosi arresti sono stati eseguiti nelle scorse ore. È quindi di tre civili e un terrorista morti e numerosi feriti gravi il bilancio ufficiale, provvisorio, comunicato dal capo della polizia della città Gerhard Puerstl nel corso di una conferenza stampa. Alle 20.09 l'attentatore è stato "neutralizzato". La polizia austriaca è alla ricerca di complici che potrebbero essere ancora latitanti.

La ricostruzione dei fatti

Gli attacchi sono iniziati con raffiche di colpi di arma da fuoco: l'attentatore morto è stato colpito fuori dalla chiesa di St Rupert. Si era ipotizzato che indossasse una cintura esplosiva, ma la polizia non lo ha confermato. Si era ipotizzato che fosse un commando quello entrato in azionae: non ci sono conferme. Gli attacchi sono avvenuti in sei zone di Vienna, vicino a Seitenstettengasse, nel cuore della capitale austriaca. 

L'uomo ha sparato "a caso" contro le persone che si trovavano nel giardino di un bar. Lo ha raccontato al "Kurier" il rabbino Schlomo Hofmeister, che vive in un appartamento che si trova direttamente sopra la sinagoga della città. Secondo la sua testimonianza, "l'autore si è mosso in direzione di Hoher Markt e della chiesa di San Ruperto" e avrebbe sparato alle persone che erano sedute nel giardino di un pub in Judengasse e Seitenstettengasse, "non ha mirato alla sinagoga".

La polizia ha chiesto ai residenti di tenersi lontani dal centro di Vienna. I primi rapporti suggerivano che la vicina sinagoga Stadttempel avrebbe potuto essere l'obiettivo dell'attacco. Ma Oskar Deutsch, presidente della comunità ebraica di Vienna, ha detto che la sinagoga in Seitenstettengasse era chiusa in quel momento: non è chiaro se fosse un obiettivo. L'attacco è avvenuto nell'ultima notte prima che un nuovo lockdown entrasse in vigore in città.

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