Porzus, è il giorno della commemorazione dell'eccidio

Politici e società civile hanno ricordato la triste vicenda di 74 anni fa

"Il messaggio che viene dalla commemorazione dell'eccidio di Porzus è un insegnamento forte, moderno, attuale anche se sono trascorsi 74 anni. E c'è una responsabilità etica e morale per noi, istituzioni e persone, di tramandarlo alle nuove generazioni". Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, presente alle cerimonie a Faedis e a Canebola per il 74esimo anniversario dell'eccidio delle malghe di Porzus avvenuto nel febbraio del 1945, per rinnovare il ricordo dei 17 partigiani della Brigata Osoppo barbaramente uccisi, a margine della cerimonia ha così sottolineato l'importanza di trasmettere il valore e il senso di quel sacrificio. Alla cerimonia a parlare per la Regione è stato il vicepresidente Riccardo Riccardi; una commemorazione segnata dagli interventi, tra gli gli altri del sindaco di Faedis Claudio Zani, del presidente dell'Associazione Partigiana Osoppo (APO) Roberto Volpetti, della Medaglia d'oro al Valor Militare Paola Del Din, del rappresentante della Federazione del Volontari per la libertà Francesco Tessarolo, dell'on. Roberto Novelli e dello storico Tommaso Piffer.  Presenti anche l'assessore alla cultura Tiziana Gibelli, molti sindaci e numerose autorità tra cui anche i consiglieri regionali Franco Iacop, Elia Miani e Cristiano Shaurli.

Riccardi

"La Giunta regionale proseguirà l'attenzione e l'impegno nella valorizzazione di Porzus, anzitutto perché lo merita l'Osoppo e lo meritano Paola Del Din, Cesare Marzona, Mario Toros e tutti gli altri che hanno fatto parte delle Brigate Osoppo, e perché qui passa la nostra storia, una storia che ha un significato molto più ampio di quanto possiamo pensare". Riccardo Riccardi ha
concluso così, con un impegno chiaro da parte dell'amministrazione regionale "a tenere d'occhio quello che accade qui intorno a Porzus, luogo dove si sono incrociate tante fratture della storia europea". "Quello di Porzus non fu un triste episodio che si svolse tra gente incattivita dagli eventi in un angolo periferico della storia italiana e europea: fu - ha sottolineato Riccardi - un
assassinio perpetrato con determinazione in un luogo cruciale dove andavano a scaricarsi le tensioni che l'Europa del Novecento stava vivendo, e che vide Bolla, Enea e i loro uomini eroici protagonisti". "Forse - ha osservato Riccardi - non abbiamo ancora compreso bene il significato di quel gesto: dopo decine di anni in cui si volle pervicacemente negare ciò che era avvenuto, la Repubblica in quel maggio del 2012 rese finalmente omaggio ai valorosi uomini di Bolla e Enea"
. Valorosi, ha aggiunto il vicepresidente, "perché potevano cavarsela e scampare in qualche modo, invece decisero di mantenere fede al loro ideale e al loro impegno".

Shaurli

 "La riconciliazione autentica non è il fatto di un momento, un episodio isolato, ma l'opera quotidiana di una comunità che, riconosciuti contesto storico, divisioni e responsabilità, ritrova le ragioni più profonde del lavorare assieme, onorare le vittime e guardare al futuro. Il sangue di Porzus ha intriso la nostra terra, non si supera o dimentica ma ci da un grande insegnamento: guai a noi se torneremo a scavare tra le genti il solco delle ideologie, delle intolleranze, delle appartenenze etniche e nazionalistiche". È la riflessione di Cristiano Shaurli, segretario regionale del Pd Fvg.  Shaurli, che da sindaco del comune di Faedis aveva accolto nel 2012 il presidente Napolitano nella sua storica visita ai luoghi della strage, ha ricordato che "le tragedie del confine orientale devono diventare sempre più un patrimonio non di una parte ma dell’intera coscienza nazionale".  "Sono orgoglioso - ha aggiunto - di aver accompagnato i primi esponenti di sinistra a commemorare giustamente il luogo dell’eccidio dove morirono i partigiani osovani, e del riconoscimento a monumento nazionale delle malghe, che ora possono e devono essere pienamente custodite e valorizzare".

Fontanini

"Nel ricordare una delle pagine più tragiche della Resistenza e della storia della nostra Regione, l'eccidio di Purzus, non si può non fare una distinzione netta tra chi combatteva per la libertà e chi anche per l'instaurazione di un regime comunista di ispirazione jugoslava in Italia". Così il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, presente anche lui alle commemorazioni. "Partigiani cattolici, liberali e socialisti, - prosegue Fontanini - mossi da sincero patriottismo e da amore per la libertà e per la democrazia, furono eliminati in maniera fredda e calcolata dai partigiani gappisti nell'ottica di un più ampio disegno politico e ideologico, fortunatamente risultato sconfitto, ma non senza il gravissimo sacrificio di queste giovani vite umane".

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