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Tarvisio, due arrestati. Scappavano in bici con zainetto e chitarra in spalla

Singolare episodio di cronaca che vede coinvolti due sedicenti ungheresi, fermati dalla Polizia di frontiera del capoluogo della Valcanale. Nello stesso fine settimana gli agenti hanno anche estradato un albanese

Fine settimana intenso per la Polizia Frontiera di Tarvisio, diretto da Massimo Spangaro. Gli agentihanno compiuto due arresti ed effettuato un’estradizione. Il primo episodio riguarda due sedicenti cittadini ungheresi di 24 anni i quali, la sera di venerdì 22 febbraio, in sella a delle biciclette stavano percorrendo la statale Pontebbana in direzione di Pontebba. Il personale di pattuglia, insospettito dai due ciclisti, privi di bagagli se non per uno zainetto e due custodie di chitarra, decideva di controllarli appurando che si trattava, come sopra menzionato, di due giovani sedicenti cittadini ungheresi.

La mancanza di documenti idonei alla loro completa identificazione faceva sì che i due venissero accompagnati presso il Settore di Tarvisio per chiarire le loro esatte generalità. Gli agenti operanti notavano, inoltre, che le biciclette erano di provenienza austriaca perché avevano ancora apposte sul telaio le etichette di vendita. I due  asserivano di aver acquistato le biciclette da uno sconosciuto a Villach, mentre lo zainetto apparteneva chiaramente a un italiano in quanto sulla tasca anteriore appariva il logo dei campionati di sci della Protezione civile di Tarvisio.

Le custodie degli strumenti, infine, si presentavano impolverate con all’interno le rispettive chitarre e vari spartiti musicali. Gli accertamenti esperiti sul materiale consentivano agli agenti operanti di rintracciare i proprietari mentre quelli relativi alla provenienza delle biciclette, svolti in collaborazione con il Centro di Cooperazione di Polizia di Thoerl – Maglern, sono ancora in corso. I due magiari venivano, dunque, arrestati e posti immediatamente in libertà per essere poi riammessi in territorio austriaco.

L’estrazione, invece, è stata effettuata, sempre nella giornata di venerdì, nei confronti in un cittadino albanese, detenuto in Austria per altra causa e colpito da ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro.

Il cittadino albanese è oggetto di una vasta indagine svolta da quella procura che vede coinvolte, a vario titolo, ben 113 persone tra italiani e albanesi per aver promosso, costituito, organizzato e comunque partecipato ad un’associazione finalizzata alla riduzione in schiavitù, all’induzione e sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Lo straniero, al termine delle formalità relative alla sua estradizione, è stato associato alla casa circondariale di Padova a disposizione dell’AG catanzarese.

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