Manutenzione "ordinaria" del Rio Manganizza, c'è chi parla di disastro ambientale

L'allarme è stato lanciato dall'appassionato di fotografia e natura Eugenio Miotti attraverso un reportage d'immagini e un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Dopo la segnalazione anche Legambiente Fvg si sta attivando per le opportune verifiche

"Purtroppo la vita del Rio Manganizza sarà completamente annullata", questo -in sintesi- l'allarme lanciato attraverso Facebook dal fotograto Eugenio Miotti che con un lungo post e un reportage di immagini ha avvisato la cittadinanza di quello che sta accadendo al piccolo corso d'acqua che dai colli di Manzano scende, con un percorso tortuoso, verso sud per sfociare tra il fiume Natisone ed il torrente Torre. 

Il Rio, la cui esistenza è documentata già dal 1424 con il termine di Manzanizza con chiaro riferimento al luogo di provenienza, dallo scorso marzo è oggetto di un importante intervento da 160 mila euro messo in programma dal Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana che prevede lavori di sistemazione idraulica, il taglio della vegetazione infestante e la rimozione dei depositi dei sedimenti per evitare nuove possibili esondazioni, come quelle che si sono verificate la scorsa estate.

Fotografata la situazione 

"Finalmente soldi pubblici spesi bene - ironizza Miotti che denuncia anche il rischio di veder compromessi la biodiversità dello storico corso d'acqua e il ripristino della sua popolazione animale e vegetale-. Stanno pulendo gli argini, togliendo alberi e arbusti che sporcano e disturbano, allargando l'alveo ad almeno 4 metri, tombando tutte le pozze o buche con tutti i loro ospiti, livellandolo affinché dia una sensazione di sicurezza per il futuro per lo scorrere veloce dell'acqua" .

Le domande a cui dare risposte

Diversi i quesiti che Miotti poi pone al Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana e alle giunte locali, comunali e regionali. "Ma queste amministrazioni - si domanda - sanno che la vegetazione ripariale offre agli abitanti del corso ombra ed evitano il surriscaldamento dell'acqua e creano con le loro radici habitat e rifugio per gli animali? Sanno che queste piante impediscono l'erosione delle sponde? Sanno che questo lavoro comporterà un anormale accrescimento della vegetazione con possibilità di sfalci o altri interventi in un futuro molto prossimo con altro denaro pubblico speso “bene”? E' stata fatta un'indagine conoscitiva sulle specie ancora presenti e formulare un piano di tutela?".

Il Consorzio: nessun disastro ambientale

Il supporto delle associazioni ambientaliste

Nel frattempo il post del fotografo ha iniziato a rimbalzare sulle pagine Facebook destando già la preoccupazione e l'attivazione di alcune associazioni ambientaliste, fra cui Legambiente Fvg. Rimarcano le stesse perplessità anche i referenti dello Spinning Club Friuli, realtà che promuove la pesca ricreativa sostenibile in regione: "Rettificare le sponde, cancellare qualsiasi curva, buca, avvallamento, tagliare gli alberi e il gioco è fatto -spiegano-. In questo modo sparisce anche l'acqua. Opere di raffinata ingegneria viene da dire. In tutto ciò la tutela del patrimonio ittico non è stata lontanamente presa in considerazione".  Ma, come ricorda un pescatore, interventi simili sono stati fatti anche nel fiume Versa, a Capriva (vedi foto in basso): "Anche nel Versa hanno usato lo stesso modus operandi, ovvero autostrada di terra tirata a lucido".

Versa-2

I post di Eugenio Miotti

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