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Pio Traini in un'immagine d'archivio

Pio Traini in un'immagine d'archivio

"Sull'argomento sconti benzina la Regione è sconfortante"

Il presidente regionale di Confcommercio non ci sta e tuona contro la cancellazione dello sconto carburante sulla benzina verde: "la decisione avvia il nostro comparto verso una rapida scomparsa"

«Un errore gravissimo, un atteggiamento sconcertante». Pio Traini tuona contro la Regione Fvg che ha cancellato lo sconto aggiuntivo di 6 centesimi sull’acquisto della benzina verde sul territorio. Una decisione, secondo il presidente regionale di Confcommercio «che avvia il nostro comparto verso una rapida scomparsa. Nell’attesa di sapere finalmente quante risorse arriveranno da Roma per questa partita, chiediamo a gran voce che si decida una volte per tutte di sostenere un settore strategico per la comunità regionale».

Ma, in questa vicenda, non si tratta solo di una perdita di posti lavoro. «La Regione, grazie all’extrasconto, negli ultimi mesi aveva visto rientrare risorse considerevoli su Iva e accise – ricorda Traini – Sarebbe stato dunque opportuno che la giunta Tondo, pur nella consapevolezza della rigidità del bilancio, avesse prolungato la misura di incremento degli sconti che così bene aveva funzionato da febbraio a maggio».

Un atteggiamento, insiste Traini, «che si aggiunge all’aumento da 2 centesimi deciso dal governo nazionale per l’emergenza terremoto: le aziende di distribuzione carburanti sono state usate un’altra volta come bancomat». Secondo Confcommercio Fvg, «la Regione dovrebbe fare dietrofront e reinvestire i maggiori introiti di Iva e accise per proseguire con un provvedimento che si è rivelato virtuoso per tutti: per le casse pubbliche, i cittadini e una categoria in grande sofferenza come quella dei gestori di impianti di carburante. Gestori – sottolinea Traini – che hanno sopportato una doppia tassazione nel momento in cui, per assecondare la delibera regionale e offrire al cliente un prezzo alla pompa inferiore a quello sloveno, hanno accettato di abbassare il loro margine. E, nel contempo, hanno pure fatto pressione, con successo, sulle compagnie petrolifere per una ulteriore riduzione di prezzo».

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