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Si accende la polemica per i Pignarul

"Tarcento sì e Pagnacco no? Non c'è logica in questa decisione, per cui ci ribelliamo! Il nostro pignarul brucerà il sei gennaio, è una promessa" afferma Sergio Freschi, presidente dell'Associazione sostenitori tradizioni friulane

Tutti i Pignarul sono vietati. Tutti tranne uno, al momento. Il Pignarul Grant di Coia si farà. Senza pubblico come da disposizioni ministeriali. Questa notizia infiamma Sergio Freschi, presidente dell'Associazione sostenitori tradizioni friulane di Pagnacco. L'evento legato all'Epifania nel suo paese, organizzato con cura e attenzione nel corso degli ultimi tre mesi, è stato annullato. Senza se e senza ma. L'anno scorso era stato fatto anche se in presenza dei soli soci dell'associazione. Ma Freschi promette disobbedienza civile.

Cosa  sta succedendo

Secondo le disposizioni della Prefettura, in virtù del fatto che sono vietati sul territorio nazionale tutti gli eventi anche all'aperto per scongiurare assembramenti, sono stati cancellati tutti i pignarul. Tranne quello di Tarcento. Lasciando l'amaro in bocca al presidente Freschi"La notizia ci ha davvero sconcertati: ritenere il pignarul di Coia di Tarcento l’unico al quale poteva essere concessa l’accensione? Senza nulla togliere alla rilevanza storica, alla tradizione secolare del pignarul di Tarcento, ci siamo sentiti offesi per tre motivi principali. Primo: la tradizione popolare del pignarul è un rito celtico che appartiene a tutti i friulani e non solo, e tutti sono partecipi e primattori. Secondo: ritenere che un pignarul sia più importante degli altri e non ci sia pari dignità sia assurdo, ma ciò che è inconcepibile, dal mio punto di vista, è che si sostituisca agli altri. Terzo: i nostri 57 anni di pignarul pagnacchesi senza interruzioni, ci spingono a rivendicare un nostro spazio, la presenza attiva a questa tradizione radicata che accomuna la cittadinanza".

E così Freschi continua: "Siamo un manipolo di irriducibili non più giovanissimi. Abbiamo sacrificato sabati e domeniche per quasi tre mesi, per realizzare un pignarul di generose dimensioni usando solo ed esclusivamente ramaglie e legna di scarto. Un lavoro immane. I lavori iniziano da metà ottobre e il pignarul viene costruito su un terreno in gestione della Azienda Agricola Universitaria, in una posizione invidiabile dominante il paese e la pianura friulana". 

E conclude: "Bisogna muoversi, ribellarsi e non subire, affinché questi riti, questi segni distintivi del nostro essere comunità, della nostra comunità, non subiscano un oltraggio. Infine, vorrei esprimere il grosso dispiacere e il rammarico per coloro, associazioni e non, che hanno rinunciato alla costruzione dei pignarui o che hanno abbandonato l’idea strada facendo. Per loro e per tutti i friulani una promessa: il pignarul di Pagnacco brucerà il 6 gennaio, non so l’ora o chi lo accenderà, ma il cielo accoglierà le sue lingue di fuoco, lo potrete vedere da lontano il suo bagliore ed il suo fumo a divinar responsi".


 

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