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Piazza San Giacomo: "il degrado della piazza si poteva evitare"

Sul caso della pavimentazione rovinata dopo Friuli Doc interviene Ioan: "Venanzi sembra avere altro di cui occuparsi. A che punto siamo con il centro commerciale naturale? Non si sa nulla nemmeno dell'arredo urbano

“Bisogna essere forse sceriffi per evitare che una piazza storica venga sporcata? La salvaguardia del patrimonio non dovrebbe rientrare in una normale, buona e oculata, amministrazione?", si domanda il leader dei gruppi consiliari del centrodestra Adriano Ioan, intervenendo nella querelle di piazza San Giacomo, impregnata di 'sostanze' macchianti, e commentando "l'uscita dell'assessore Venanzi il quale, candidamente ha dichiarato appunto: Non faccio lo sceriffo, come dire...ho ben altro di cui occuparmi. Peccato che erano già stati spesi soldi pubblici per rimettere a posto la pavimentazione della piazza che, adesso, dopo l'ultima edizione di Friuli doc, si ritrova nuovamente assediata da macchie, aloni e untumi vari. Se le regole non si rispettano, questi sono i risultati che ricadono sulle tasche dei cittadini, osserva Ioan che rispolvera le giuste limitazioni e i sacrosanti vincoli imposti, non certo per caso, dalla Soprintendenza, al fine proprio di tutelare i beni storici.

“L'edizione 2013 della mega sagra – afferma Ioan – è stata contraddistinta dalla mancata osservanza di molte prescrizioni, dagli orari dell'occupazione degli spazi passando per la pulizia e le zone che avrebbero dovuto restare 'franche' da stand cibari...”. Ioan non esita a definire sconfortante l'uscita dell'assessore che da sei mesi si trova a reggere il timone del referato attualmente più delicato per l'economica cittadina, ovvero quello del commercio e attività produttive, centro commerciale naturale, marketing urbano, rapporti con associazioni di consumatori, mercato ed annona, attività turistiche ed eventi. "Piazza San Giacomo con la sua sporcizia è solo l'ultimo tassello di un'amministrazione superficiale, ci sono tre questioni ancora apertissime – rileva Ioan – sulle quali stiamo aspettando ancora i dovuti atti amministrativi”. Primo punto: “Che fine hanno fatto i fondi Pisus per il tanto sbandierato centro commerciale naturale? Non ne abbiamo più notizia. Mi chiedo con quali risorse alternative si ipotizza di dare concretezza ai progetti a suo tempo presentati, anche alla luce delle indicazioni fornite dalla Regione sulla prossima legge finanziaria. Secondo: tutto tace anche sul versante del famoso piano dell’arredo urbano in centro storico, passo necessario per consentire il posizionamento dei dehors o gazebo stabili per rilanciare la vita economico-sociale di Udine; infine, ultimo punto, nulla è dato sapere neppure per quanto riguarda l’accordo, da me proposto durante la campagna elettorale, tra Comune, CCIA, Associazioni dei proprietari e delle Agenzie, per la definizione di un protocollo volto a calmierare gli affitti degli immobili commerciali in centro città, al fine di dinamicizzare l'attività produttiva. “Si tratta – conclude Ioan – di tre punti concreti su cui da tempo attendiamo delle proposte; questa maggioranza intende o meno mantenere fede agli impegni programmatici assunti, a parole, per la rivitalizzazione di una parte importante della città?”.

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